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PIPPI, LO CONOSCI? - Davide e Golia. Oppure anche Trump e il peso "verghiano" del nome

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NARDO' - La donna che sposa un nobile o un noto magnate tende, per sua convenienza, a mantenere il cognome del marito anche da divorziata. Basti pensare ad Ivana Trump. Ma in politica questa tattica fa innervosire molto l’avversario. Che scrive con gli avvocati.

A finire “torchiato” (ma c’è chi giura che sia coriaceo) è il consigliere comunale Gigi Venneri. Lui, nel 2016, è stato l’unico eletto della lista “Pippi Mellone Sindaco”. Un risultato modesto ma utile a far scattare il seggio. Venneri, pensionato e politico di lungo corso, da qualche mese è entrato in rotta con la maggioranza.

Niente di male: anche Mellone s’è caricato un bel po’ di transfughi. In questo caso, però, leggere sui giornali che la “Pippi Mellone Sindaco” critica il primo cittadino o vota contro la maggioranza non deve far piacere. C’è, poi, anche un altro particolare che pochissimi conoscono. Venneri gravita nell’orbita dell’avvocato Pippi Cozza, dominus di “Officina Cittadina”, un movimento politico culturale che potrebbe presentarsi alle prossime elezioni amministrative. E qui casca l’asinello: chi è il proprietario di simbolo e nome della lista? Perché Cozza e Venneri potrebbero presentare la lista, con quel nome, “contro” Pippi Mellone alle prossime amministrative. E sarebbe uno spasso.

Neelle settimane scorse, per altro, anche il giovane presidente del Consiglio comunale, Andrea Giuranna, invece di chiedere la cortesia a Venneri gli ha scritto una letteraccia, più o meno con questo tono: siccome te ne stai andando in minoranza sappi che il tuo gruppo consiliare si è dissolto e puoi solo aderire a gruppi già formati.
Che strana procedura: starà al capoverso “Evaporazione” del regolamento del Consiglio.

Contro la lettera di Giuranna sono insorti prima l’azzurra Paola Mita e l’ex sindaco Marcello Risi: “è una rappresaglia. La sua unica colpa è quella di non sostenere più il sindaco Mellone”. Poi gli altri consiglieri di minoranza. Infine, ed è notizia fresca, un legale avrebbe scritto una lettera a Venneri per conto del sindaco: quel nome si può usare solo se “maritati”. Matrimonio politico, sia chiaro.