NARDO' - Ma siamo proprio sicuri che Michele Emiliano voglia che Giulia Puglia abbia davvero almeno una possibilità di essere eletta? Oppure, e rinfocoliamo l'interrogativo, siamo proprio sicuri che Pippi Mellone non stia illudendo la "sua" candidata per i suoi fini che significano "contarsi" in vista delle amministrative del 2021 e le successive politiche? Come accadde per la Sodero "candidata e dimenticata" per la Lega nel giro di 48 ore. Infine: Emiliano si fida davvero dei numeri che gli ha fornito Mellone? O sta temendo il doppio gioco? Perché ci sono diversi particolari che non si spiegano. E il primo è clamoroso.
Ecco la lista Puglia solidale e verde, animata da Alberto Tedesco, ex assessore regionale.
In seconda posizione della "Circoscrizione Lecce" appare Bruno Falzea, stimatissimo medico imparentato proprio con Tedesco. Tedesco che, ricordiamolo, è anche il potente "zio", spesso evocato proprio in questo modo, dell'assessore dell'attuale giunta Mellone, Mino Natalizio. Cosa farà ora Natalizio? Come farà a mantenere la parola di votare Giulia Puglia pur di rimanere seduto in giunta? In ogni caso una scelta difficile: i voti non si moltiplicano e se vota Falzea (a cui deve tanto, politicamente parlando) non può votare la Puglia. Sceglierà di assecondare Mellone e rimanere ben saldo in sella con Mellone? Noi pensiamo di sì.
Per altro la dedizione alla causa appare totale: anche Maria Pia Barone, "riempilista", è di Nardò ed è legata alla famiglia Tedesco.
Ma, in definitiva, quanto bene vuole Emiliano a questa candidatura "melloniana" se a Nardò ha permesso di candidare altri tre pezzi da novanta? In lizza ci sono, infatti, oltre alla Puglia, proprio Falzea, poi Giancarlo Marinaci (consigliere comunale) e David Dell'Atti (avvocato). Tutti nelle liste a suo sostegno.
La risposta nostra, da profani, la volete conoscere? Ad Emiliano non interessa nulla di mantenere equilibri: è talmente tanta la fifa di non farcela contro Fitto da sacrificare speranze ed ambizioni. Perché appare evidente che i quattro candidati si "cannibalizzeranno" a Nardò, riducendo drasticamente le possibilità di elezione a vicenda. Del resto, Emiliano "ha dato" a Nardò ed ora Nardò deve restituire, in termini di voti. Altro che ambizioni di entrare in Consiglio regionale...
Ultimo aspetto: Mellone si aspettava, ed andava dicendo, che la Giulia Puglia sarebbe stata la capolista della lista "Emiliano sindaco di Puglia". Manco per idea: il capolista, fuori elenco alfabetico, è Pantaleo Piccinno. Allora, delle due l'una: o a Emiliano non frega niente della Puglia o a Mellone non frega niente della Puglia. E magari anche alla Puglia, sapendo (a questo punto) di essere sacrificabile, interessa poco di se stessa.
Immaginiamoci che cosa, a questo punto, possa fregare agli elettori...