NARDO' - "Sembra ormai che questo sindaco abbia sdoganato in politica la mancanza di senso civico, l’arroganza, la violenza verbale, gli atteggiamenti da bulli. Che abbia rafforzato il principio che per raggiungere il fine ogni mezzo è lecito".
Squadre di giovani sembrano impadronirsi del paese, si propongono alla conquista del fortino. I genitori già si attivano con telefonate ai vicini per le giovani figlie chiedendo “lu votu pì l’agnona ca no’ ttene fatia”. Come se diventare consiglieri comunali fosse un lavoro. Mentre i più smaliziati si muovono già con l’arroganza del capo e si respira a pelle un clima pesante, che spinge le persone per bene ad avere anche il timore di esprimere le proprie idee, se contrarie al regime Melloniano...
Un clima pericoloso, che a Nardò non si era mai vissuto, e che dovrebbe far riflettere anche quei moderati che nutrono simpatie per questo sindaco, sulla tenuta di un libero spirito democratico nel nostro paese.
Dall’altra parte… le tante persone moderate, qualificate, che vorrebbero esprimere il proprio dissenso rispetto a questo stato di cose, ma che hanno paura di esporsi, che vorrebbero partecipare e dare il proprio contributo di idee alla crescita del paese, ma che preferiscono non cimentarsi nel tritacarne in cui Mellone ha trasformato scientemente la campagna elettorale, senza regole né rispetto per l’avversario.
Insomma una campagna elettorale in cui l’obbiettivo primario non è più proporre all’elettorato la propria visione di paese e i progetti con cui farlo crescere, ma quello di impedire alla parte avversa di svolgere il suo ruolo di antagonista. E allora si infangano e offendono gli avversari, si “rastrellano” (e il termine non è casuale) candidati in ogni famiglia per condizionarne il voto, si arruolano eserciti di rappresentanti di lista fidelizzandoli, approfittando della gente e contando sulla buona fede dei tanti giovani cresciuti in questi anni all’ombra dei suoi selfie. Giovani a cui questo sindaco invece nega volutamente di essere liberi, di emanciparsi, dal momento che nulla egli ha fatto in questi anni per favorirne la crescita culturale, o alcuna risorsa ha investito nella crescita economica del paese e quindi nella creazione di nuovi posti di lavoro.
In tutto questo il fronte contrario a questa amministrazione sembra aver perso di vista la vera priorità: interrompere, a costo di ogni sacrificio e velleità personale, questo perverso “grande fratello” in cui questo sindaco in carriera ha trascinato il nostro paese, questo scempio che Nardò non ha mai conosciuto. Tant’è che nel cdx i due candidati continuano a contendersi la leadership, mentre nel scx si è di nuovo punto e a capo.
Già un anno e mezzo fa mi permisi di far osservare a molti dei referenti delle maggiori forze politiche che queste elezioni amministrative sarebbero state molto diverse dalle precedenti. Mai si era avuto a Nardò un sindaco che una volta eletto, invece di preoccuparsi di amministrare, continuasse in una infinita campagna elettorale con l’unico scopo di denigrare gli amministratori che lo hanno preceduto, sminuendo e persino negando con i suoi slogan e le sue falsità il lavoro svolto dalle precedenti amministrazioni.
Feci perciò notare che questa campagna elettorale doveva iniziare con largo anticipo, così che il candidato avesse il tempo di ristabilire la verità, di confrontarsi coi cittadini con la sua visione di città all’altezza delle legittime aspettative del nostro territorio, lontana dalla rozzezza e dall’anonimato in cui questo sindaco ha relegato Nardò. Non fui ascoltato, e con la scusa che bisognava attendere l’esito delle regionali, abbiamo invece regalato a questo sindaco un altro anno e mezzo di platea elettorale senza alcun contradditore.
E mi sforzai anche di far capire che non era più il tempo di individuare il candidato sulla base di “accordicchi” tra pochi, che il candidato deve andar bene all’elettorato a cui lo si propone, e che poi deve votarlo. Sono stato trattato con sufficienza!
Da qui il mio progetto di proposta di candidatura dal basso, con cui ho cercato di coinvolgere parte della società civile che si è riconosciuta in questa mia diversa impostazione (che vedrò in che forma portare avanti), e che in fondo voleva offrire alle forze politiche uno spunto di riflessione. Progetto, invece, da subito osteggiato da chi ha ritenuto inutile qualsiasi confronto.
Nel frattempo questo sindaco imperversa coi selfie… ed è persino arrivato a monopolizzare tutte le plance pubblicitarie coi manifesti dei suoi candidati. Come se poi, almeno agli occhi delle persone libere e intellettualmente oneste, anche questi mezzucci non diano la misura della sua pochezza!