Politica

FILUMENA MARTURANO – Uno dei tre è figlio a te. Anche a Nardò

Stampa

NARDO' - Filumena è una donna avanti con gli anni. Don Mimì Soriano, un ricco commerciante napoletano, l’ha mantenuta sin da quando la frequentava come prostituta. Nello svolgersi di una avvincente scrittura teatrale di Eduardo De Filippo, Filumena riesce a sposare Soriano, fingendosi in fin di vita, e ottiene il matrimonio “in articulo mortis”.

Soriano prende male l’inganno e cerca di annullare il matrimonio per cacciare da casa Filumena. Ma la donna rivela a don Mimì che uno dei suoi tre figli è pure suo.

L’uomo rimane di sasso ed indaga, chiede, insiste. Ma la donna non cede e non rivela chi, dei tre, è figlio suo. Filumena non glielo dirà mai perché sa che don Mimì dedicherebbe solo a lui le sue attenzioni, favorendolo a scapito degli altri due e facendo nascere dissidi tra i fratelli.

«'E figlie so' figlie e so' tutt'eguale!» esclama Filumena.

Ma che c’entra la commedia napoletana, sia pur di livello eccelso, con la politica cittadina?

Beh, pensate a Michele Emiliano. Ora, sia che lui ne sia a conoscenza ma anche no, è venuto fuori il candidato sindaco Carlo Falangone. C’è chi dice che sia una manovra di Emiliano, anzi del suo “sistematore” e capo di gabinetto Stefanazzi, che gli sa gestire le questioni spinose. E che Falangone serva, in definitiva, per fare da apripista a Pippi Mellone.

Possiamo crederci?
Falangone è ostico, è un politico che se si mette in ballo… balla. Non farà lo sparring partner e se vedrà lo spiraglio per segnare, la butterà in rete.
Infischiandosene e pensando, come Rocky Balboa, a stropicciare il santino dell'avversario prima del round finale. Basta vedere come sta conducendo le trattative per ambire al ballottaggio.

Significa che, se anche la sua candidatura è ispirata da Abaterusso e da Casili, non significa che sia pilotata da Emiliano. Anzi, proprio i due potrebbero voler ritagliarsi uno spazio di autonomia, affrancarsi dallo strapotere di Emiliano che fagocita tutto col suo potere: destra e sinistra, tutti sotto di lui.

Quale evoluzione, dunque, per una candidatura “non ostile” a Emiliano, come quella di Falangone?

A Emiliano va detto, chiaramente, quello che Filumena dice a don Mimì: “Miche’, uno dei due è figlio a te”.

E Michele dovrà definitivamente dire se davvero preferisce favorire Pippi Mellone, quello che boicotta il 25 aprile e si professa orgogliosamente fascista in tivù, o se è degno di considerazione anche un fiero e coerente figlio del centrosinistra quale è stato sempre, senza cedimenti, Carlo Falangone.

In questo scenario va contestualizzata la situazione nazionale. Emiliano (e con lui Mellone) ha perso Conte, ha perso i sogni di gloria del partito “contiano” che avrebbe fatto incetta di seggi da onorevole e senatore. Ora bisogna nuovamente fare i conti, alle Politiche, con i renziani, con i dem, con i grillini.
In ogni territorio, con una guerra senza quartiere. Anche in Puglia dove sta finendo la stagione dell’asso pigliatutto.