NARDO' - Lo "strano caso" del gerontocomio venduto due volte alla stessa ditta.
Durante un comizio in piazza Salandra a giugno 2018 Pippi Mellone si vantava della vendita dell’ex gerontocomio, annunciando che presto sarebbero tornati a nascere i bambini a Nardò. La vicenda da allora si è ingarbugliata, ma i protagonisti sono rimasti sempre gli stessi: il gerontocomio, Mellone e la ditta De Nuzzo.
In origine c'è una permuta a trattativa privata: il comune cede il gerontocomio e spiccioli e la ditta promette di realizzare un palazzetto dello sport da 1500 posti e, nientepopodimenoche, un punto nascita annunciato in pompa magna dal sindaco sia sui social, sia sui giornali, che manda in visibilio i suoi ammiratori e molti cittadini in buona fede.
La procedura però risulta illegittima, viene ritirata e si fa una gara. Allo stesso prezzo, alla gara non partecipa nessuno, neanche la ditta che aveva già accettato la permuta illegittima.
In seguito, dunque, si va in giunta, si aumenta il prezzo e si dà mandato al dirigente di mettere a gara solo uno stralcio. Questo significa che la stessa opera costa 700mila euro in più ma al vecchio prezzo se ne fa solo una parte.
Cosa accadrà per la restante parte? Il comune parteciperà a un bando del ministero dello sport: se si vincerà, si completerà l'opera con quei soldi. Se, nella peggiore delle ipotesi, quel bando non dovesse essere vinto, il comune stipulerà un altro mutuo sulle teste dei cittadini, in quanto la procedura di mettere a bando solo uno stralcio non funzionale di un'opera è illegittimo.
Detto questo, noi di Nardò Bene Comune vorremmo capire come si fa a gioire per la vendita dello stesso gerontocomio, per la seconda volta, alla stessa ditta del 2018, in cambio di meno soldi e, anzi con l'aggiunta di una quota per la realizzazione di un palazzetto della sport da 800 posti, dunque ben più piccolo di quello già previsto. Per noi è l'ennesimo fallimento propagandato come una grande vittoria.
Nardò Bene Comune