NARDO' - Un candidato sindaco si ritira. Un altro, nuovo di pacca, potrebbe arrivare. Petraroli non molla. Falangone non decolla. E la sinistra rischia di annullarsi come nel 1998 in un impetuoso climax masochistico. Anche se il governatore Emilianazzi pare non stia gradendo tutta questa frammentazione che potrebbe nuocere al pupillo Mellone.
Il borsino dei candidati a sindaco è d’obbligo in un periodo così convulso. Procediamo, quindi, a fare la radiografia all’attuale momento politico. Un servizio che molti lettori hanno trovato utile visto che la bussola pare in mano a pochi profili social che non si sa da chi (e per quale scopo) vengano diretti.
Diversi i protagonisti di queste giornate.
Sicuramente Pierpaolo Losavio e Pippi Cozza conquistano la copertina. Il secondo, più volte negli ultimi giorni, ha scritto sui suoi profili di riferimento che un sindaco stava per ritirarsi. Potrebbe essere lui. Paragnosta. Prevedeva il futuro e non lo sapevamo.
L’accordo con Losavio, infatti, presuppone che uno dei due si debba ritirare a favore dell’altro.
Dispiace. Perché Cozza avrebbe dato molto filo da torcere a Mellone in Consiglio comunale, dai banchi dell’opposizione. Forse era l’unico sul quale avremmo scommesso cinque euro, ma anche di meno, giurando sulla qualità della sua vis polemica (oltre che preparazione giuridica e politica), e sul fatto che mai sarebbe passato in maggioranza in cambio di “visibilità”.
Vedremo se la coalizione di Losavio/Cozza reggerà all’impatto della composizione delle liste.
Il vero motivo per cui i due si sono uniti, infine: da soli non ‘ncucchiavano una lista. Ora non ‘ncucchieranno in due. Ma vuoi mettere la soddisfazione?
La curiosità è l’esistenza, anzi la persistenza, nello “spazio-tempo” della politica nostrana (nonostante tutto quello che gli sta accadendo intorno) del manager Enzo Petraroli. Potrebbe essere un’immagine che stiamo captando ma proveniente dal passato, come la luce di una nana bianca scomparsa milioni di anni fa. L’astronomo è Marcello Risi.
Non è in salita e nemmeno in discesa nonostante non sia nemmeno partito con un manifesto o una dichiarazione in prima persona. Roba esoterica.
Lui è ancora candidato a sindaco ma la sua coalizione non lo sa.
La sua coalizione lo ha scaricato ma lui ancora non lo sa.
Sarebbe il trionfo dell’incomunicabilità ma anche della inadeguatezza della classe dirigente di Pd ed ex lista Partecipa. Lo hanno individuato con il satellitare? No, ora bisognerebbe parlargli.
Ma nessuno lo fa. Quel che possiamo dire per certo è che Petraroli non molla e rilancia: il suo impegno potrebbe andare ben oltre queste inquietanti comunali 2021.
E Pippi Mellone, Pippi Mellone? Continua a stampare e far stampare manifesti. Con un consumo di carta che nemmeno alla Mondadori. E continua a incassare adesioni di candidati. Alcuni potrebbero essere persino fake perché ai membri del suo staff gli è presa la mano. Mettono dentro i nomi Sabrina, Manuela, Francesco e una decina di cognomi e tanti nasi, occhi e capelli. Poi il computer del portavoce caccia i candidati direttamente su Facebook con tanto di profilo e frase fatta. Random.
Ma c’è un problema. I giovani e promettenti candidati, quelli che lo fanno perché non devono niente alla politica, si sono accorti del trucco: Mellone ti blandisce, ti coccola, ti promette successi elettorali. Ti inculca, diciamo.
Ma poi in ogni lista piazza un paio di big. Col calcolo di farli uscire eletti al Consiglio comunale. Nove liste, potrebbero essere eletti almeno diciotto big. E i giovani corteggiati restano inculcati e basta. Molti si stanno accorgendo del trucco, di essere solo portatori d’acqua e la cosa non piace. Vuol dire che rimarranno solo amici di Mellone, anche quelli vecchi, stagionati e con una posizione lavorativa di tutto rispetto.
Ma vuoi mettere di essere amico del sindaco uscente della città di Nardò? Vuoi mettere essere inculcati dal primo cittadino amico di Emiliano?
Uno che con gli (ex) candidati di Mellone ci sa fare è Mino Frasca. Se ne sta prendendo un po', anche tra quelli che avevano già firmato per Pippi-spargisale. Pare che Frasca sia nei pensieri quotidiani del primo cittadino, finalmente messo nelle condizioni di apprezzare il sapore di una bustina di Maalox. Mino è un osso duro. Entra nei quartieri e nelle case (pound) dove Mellone ha fatto il nido. Non riusciamo a ironizzare su Frasca. Vi basti il suo logo elettorale che pare l'insegna di un gommista. A Pippi ricorda con piacere la sua Mino Minor nera.
Nella nostra classifica del 14 febbraio, il cuoricino di San Valentino di un ipotetico ballottaggio racchiude i sorrisoni di Pippi e Mino.
Gli ex candidati di Mellone ringraziano per la nuova vita. Che fa rima con la Mita.
La falange di Carlo Falangone avanza, nonostante la simpatia social del suo mentore Mimino Caputo, piacevole come un gatto aggrappato ai coglioni. Stiamo rischiando di trovarci amabilmente citati da qualche sito pirata di gossip politici ma l’immagine del gatto ci è parsa adeguata. E poi abbiamo già dato.
Pazienza. Zuckemberg, prima o poi, vieterà l’uso di Facebook agli ultrasessantenni che vedono il tempo trubbo per fare la battuta nei confronti dei nemici politici di sempre, quelli che dovrebbero essere invece loro alleati.
Anche lui (Fala, Fala…) fa i conti con una platea di potenziali candidati desertificata da Mellone che ha prenotato tutte le plance elettorali fino a maggio e i reparti di Ostetricia per i prossimi diciott’anni.
Sempre Falangone, però, pare avere una bella alleata nel M5Stelle ma, nello stesso luogo, una incognita pentastellata. Giano bifronte.
Se la onorevole Soave Alemanno, infatti, nelle prossime ore incontrerà la commissaria del Pd Anna Rita Perrone (che idea si sarà fatto di Nardò? Roba da Tso collettivo!) così convinto non sembra il consigliere regionale Cristian Casili.
Soave Suaviter potrà dolcificare la coalizione di centrosinistra (Pd, Partecipa e Nbc) fino a portarla verso l’unità nazionale e regionale e cioè a schierarsi con Falangone? Impresa difficilissima.
A Giovanni Siciliano e Riccardo Leuzzi al solo sentire di andare con Falangone si alza la pressione. E basta.
Per questa trattativa servirà un tavolo almeno regionale. Ma Cristian Casili, che ancora deve spendere un incoraggiamento per Falangone, non si è accorto di avere un candidato sindaco?
Forza, basta la parola. Ti libera. Eccome se ti libera. E Michele non dice niente, tranquillo. Tanto poi parleranno le urne.
Chi manca all’appello? L’ideale sarebbe un candidato sindaco che di cognome fa Manca. Ma manca, non lo teniamo.
Allora, per rispetto (altrimenti poi facciamo piccati) citiamo anche Maurizio Leuzzi che, sempre dal basso, sia chiaro, potrebbe rientrare nei discorsi del centrosinistra ma solo quando non avranno più nessuno da bruciare (e speriamo in un suo fragoroso NO grazie) e il pirandelliano Giancarlo (aka Marco fraisa) Marinaci che ancora dobbiamo capire quando, come, perché (tridimensionale) si è candidato.
E mo andate in pace perché altrove non c'è più posto, ricordandovi sempre che è entrato carnevale con tutte le sue mascherine.