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Via la Bellanova ma soprattutto via Boccia. La provincia di Lecce ha meno "amici" nel Governo nazionale

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NARDO' - Che conseguenze potranno esserci per gli equilibri neritini? Ecco il perché di una certa soddisfazione nelle parole di alcuni politici locali.

 

Il Governo Draghi è avaro nei confronti della Puglia e, in particolare, con la zona leccese. Via la ministra Bellanova, di Italia Viva, ma soprattutto non c'è più nella lista dei ministri Francesco Boccia, del Partito democratico, già a capo degli Affari regionali e autonomie.

Una esclusione che in città ha strappato qualche sorrisetto proprio tra i Dem locali ma non perché ci siano o ci siano state ruggini con il validissimo politico di Bisceglie.
E' noto agli osservatori che a perdere un aggancio importante a Roma, in questo modo, è il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che ora si trova "sguarnito" su due fronti importantissimi: quello dell'ex ministro, appunto, e il possibile dissolvimento del partito-persona incentrato sulla figura dell'ex premier Giuseppe Conte.

Ma perché alcuni esponenti cittadini dell'area progressista stanno tirando un sospiro di sollievo? La balzana politica di Emiliano a Nardò ha compresso violentemente il locale Pd, schiacciandolo in un angolo. I continui ammiccamenti, endorsement, complimenti del governatore nei confronti dell'attuale sindaco (troppo spesso giunto ai ferri cortissimi con i consiglieri Pd di Nardò) hanno irrigidito i rapporti al punto da far percepire Emiliano come un personaggio ostile, un nemico dell'area progressista.

Il suo andare a braccetto con Mellone, in ogni occasione, fino a sponsorizzarlo per le prossime elezioni di primavera, nonostante i candidati dell'area Pd e Art.1 siano (più o meno) in gioco, ha creato un corto circuito non facilmente replicabile in altre aree d'Italia. Ecco perché anche questo indebolimento di Emiliano a livello nazionale è salutato con malcelati sorrisi, perché si spera che ora il presidente ora voglia "arroccarsi" a difesa della sua area di appartenenza lasciando perdere inquietanti innamoramenti politici che appaiono insani alla maggioranza del suo stesso elettorato.