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ELSEWORLD - E se Pippi Mellone, all'improvviso, abdicasse? Quale scenario si aprirebbe? Con *TUTTI I NOMI*

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NARDO' - Chi sarebbe, in definitiva, il successore di Pippi I?

Eh, non sarebbe una facile transizione. Ma negli ambienti politici l'ipotesi di un passaggio di testimone serpeggia. E non soltanto tra quelli della minoranza. No, anche in maggioranza c'è chi pensa che l'esperienza "rivoluzionaria" potrebbe finire qui.

Allora ci sono diverse ipotesi in ballo.
La coalizione potrebbe deflagrare, esplodere in mille pezzi. Troppe le candidature ed i consiglieri comunali che fanno direttamente riferimento al sindaco pro tempore. rapporti personali e politici consolidatissimi. Da questo punto di vista Mellone non è sostituibile. E' lui il motore della sua squadra. Se non si ricandidasse ma volesse tenere ancora in mano le redini avrebbe solo una strada da seguire: incoronare una sua o un suo fedelissimo. Ma gari per continuare a dirigere l'orchestra anche da fuori le quinte.

Con Giulia Puglia alle ultime regionali, del resto,è andata proprio così: si è impegnato in prima persona, scatenando ogni conoscenza e tutti i consiglieri comunali. Alla fine il risultato è stato gratificante, 4579 preferenze. Ottimo ma non esaltante se si pensa che Antonella Vergari, non neritina, alla prima esperienza politica e candidata in appena un mese ne ha presi 915.
Che significa questo? Che il "trasferimento" del consenso, e del carisma, non è un processo automatico.
Comunque la Puglia potrebbe essere, in caso di défaillance del Principale, una prima scelta. Altrimenti sarebbe in pole anche l'assessore Ettore Tollemeto. Ma tante ambizioni, e si notano, le ha anche il presidente del Consiglio Andrea Giuranna che in questi anni non ha disdegnato di tenersi porticine aperte con importanti esponenti della coalizione sconfitta, quella di Marcello Risi.

Ma come la prenderebbero i colonnelli?
Quelli che, in virtù di età anagrafica e esperienza, potrebbero ambire a prendere la testa dell'esercito melloniano? Come si sentirebbero, insomma, Mino Natalizio, Gianpiero Lupo e Oronzo Capoti ad essere considerati seconde scelte?

A quel punto si potrebbe optare per una terza via: l'esterno, la persona alla quale nessuno può dire niente.
Ma sempre a quel punto, per timore del salto nel vuoto, diversi "boss del consenso" potrebbero optare per un accasamento altrove, negoziando l'ingresso della propria lista in un'altra coalizione già esistente per ottenere un posto al sole. Con una variabile gigantesca: che cosa farebbe Michele Emiliano che ha già battezzato il sindaco neritino come suo figlioccio anche per un ipotetico secondo mandato? Ricordiamoci che in campo c'è una coalizione, quella di Carlo Falangone, guidata dal potente vicepresidente el Governatore, Cristian Casili. 

Insomma, si aprirebbe il calciomercato e la sensazione che fino all'estate se ne vedranno delle belle. Anche sui cartelloni elettorali prenotati con troppo anticipo. Un'altra strategia sbagliata da parte del suo staff organizzativo e di comunicazione, che ormai non ne sta azzeccando una, che non sta dando i risultati d'immagine sperati. Ma questa è un'altra storia.