NARDO' - Nessuna premessa. E' tutto da leggere.
Dopo alcuni suoi interventi critici sul rifacimento del lungomare (in uno indicò anche una possibile soluzione con la realizzazione di parcheggi a monte e la riattivazione delle scalinate esistenti per il collegamento pedonale fino al mare), il tema parcheggi sulle marine sembra tornato di grande attualità, specie dopo l’annuncio di un megaprogetto allo studio dell’amm.ne Mellone.
E’ stata una necessità da sempre. Anche durante il mio mandato da assessore all’urbanistica mi confrontai col dirigente su una ipotesi di esproprio di aree a monte che potessero ospitare un parcheggio (esisteva peraltro una zona già tipizzata a parcheggio dal PRG). Ma si dovette rinunciare essendo in quegli anni l’amm.ne Risi impegnata nel gravoso pagamento di debiti fuori bilancio rivenienti dalle amm.ni precedenti. Per questo oggi sono particolarmente critico verso un sindaco che si dimostra miope e privo di una visione per il suo paese. Come si può infatti, dopo aver in questi anni fatto cassa con la vendita della farmacia comunale e impegnato ingenti somme di bilancio per opere di dubbia utilità, e poi contrarre anche un mutuo milionario da investire sul lungomare, e continuare a non porsi il problema dei parcheggi?
Insomma questo sindaco, da un lato lancia la farsa del Pensa-PUG (fingendo di voler coinvolgere le categorie interessate nella pianificazione urbanistica), e dall’altra invece, da uomo solo al comando, mette mano ad un progetto milionario per la riqualificazione del lungomare infischiandosene del confronto coi cittadini. E quando poi si accorge che con quei milioni spesi ha solo imbellettato il lungomare, senza però averne migliorato la funzionalità e dimenticandosi del tutto del problema parcheggi, ci mette la solita pezza e se ne esce pontificando su un fantomatico parcheggio da 500 posti. Nella realtà, un incarico affidato a due tecnici, per un progetto che non si sa se mai vedrà la luce. Insomma… parole parole parole!!! La verità e che non si può amministrare una città non avendo un’idea di ciò che quella città dovrebbe diventare.
Perché, quale dovrebbe essere il futuro delle marine di Santa Caterina e Santa Maria?
Innanzitutto dovremmo cominciare a vederle in modo diverso. Non più come due marine diverse, ma come un’unica località, dal momento che sono ormai di fatto un tutt’uno, con abitazioni e ville contigue. E in un’ottica più moderna, il lungomare non può più essere pensato come collegamento viario per un continuo andirivieni di auto. Dev’essere invece visto e considerato come una stupenda passeggiata panoramica. E come tale dev’essere attrezzato e fruito. E quindi l’utilizzo pedonale doveva essere migliorato con un marciapiede più ampio. E una volta deciso di realizzare la ciclabile, si sarebbe dovuto pensare con coraggio ad un “traffico limitato” e ad un solo senso di marcia, investendo parte delle risorse sui parcheggi a monte e sul ripristino delle scalinate di collegamento col mare. Con un grande ritorno per l’ambiente, la bellezza della costa e la promozione turistica dell’intero territorio.
Eppure c’è chi continua a sostenere e ad osannare le scelte dell'Amministrazione.
E’ tristemente vero. Questo sindaco è riuscito in questi anni a creare una grave frattura tra chi lo sostiene a prescindere e non riesce o non vuole avere alcuno spirito critico, e chi invece subisce le sue scellerate scelte amm.ve ma è restio ad esporsi nella critica a causa del clima violento che si è creato.
E così con i suoi post l’uomo solo al comando continua ad incitare “il suo popolo” contro il resto della cittadinanza, seminando discordia con un comportamento che mortifica la carica che ricopre. Mai si è visto un sindaco che anzicchè garantire la libera partecipazione democratica alle elezioni amm.ve a tutti i candidati, occupa da mesi la quasi totalità delle plance, per impedire ai candidati avversari di promuoversi.
Ma la frattura in questi ultimi giorni ha assunto caratteri ben più gravi. Il tema su cui la cittadinanza oggi si sta dividendo è infatti quello della “legalità”. Alla luce delle ultime denunce che riguardano l’autenticazione delle firme (per la candidatura alle scorse amm.ve) disconosciute dagli stessi interessati, ci si interroga se per i cittadini di Nardò che hanno sostenuto e creduto in questo sindaco sia rilevante o meno che il loro rappresentante possa aver violato la legge. Ci si interroga se le tante brave persone candidate con Mellone (alcune addirittura in una lista che si chiama “Nardò per bene”) accetteranno di continuare a spendersi per un sindaco che con arroganza schernisce chi invoca trasparenza, ma che al contempo meschinamente si sottrae all’obbligo morale di fare chiarezza sui gravi addebiti che gli vengono mossi, lasciando sconcertate persino quelle “persone per bene” a cui ha chiesto sostegno.
E’ ormai evidente (dai commenti che provengono dal suo fan club) che per la sua claque addomesticata il tema della legalità non ha alcun valore. Ma dobbiamo confidare che nel segreto dell’urna la coscienza del neretini, ed il loro desiderio di vivere in un paese in cui la democrazia ed il rispetto per le leggi siano la regola, prevalgano.