
PRIMO TEMA - AMBIENTE ED ECONOMIA. LA BALNEAZIONE A SANTA MARIA AL BAGNO
Dagli elaborati di progetto e dalle prescrizioni fornite dalla capitaneria di porto, pare certo che a Santa Maria al Bagno verrà istituito un divieto di balneazione molto ampio a causa del progetto dell'idrovolante, voluto dall'Amministrazione comunale di Nardò.
L’area di manovra dell’idrovolante, per decollo ed ammaraggio, riguarda un ampio quadrilatero che si estende dall’angolo di scogliera che si forma in località Jaddruzzu (esattamente davanti al ristorante Il Riccio, dove c’è la fontanella) fino al confine di Nardò con Galatone, in località Reggia, ben oltre le Quattro Colonne.
Il buffer di lancio e decollo, che traccia il percorso in entrata (da nord, Torre dell’Alto, verso la banchina) ed in uscita (verso sud, Gallipoli) è lungo 500 metri da una parte e 500 dall’altra.
La domanda è: quali sono i pro ed i contro di questo progetto, limitatamente a balneazione, diporto, navigazione e pesca sportiva e professionale?
Sono di più i vantaggi o gli svantaggi di questa situazione?
E inquinamento e rumore sono argomenti trascurabili o meritano (avrebbero meritato...) un dibattito più approfondito?
Inoltre, i vantaggi generalizzati (per tutta la popolazione, per tutti i fruitori della costa) dell'idroscalo quali sarebbero? E l’ambiente si può barattare con gli interessi di un privato, per altro utilizzando fondi e denaro dell’Ue?
Gli immobili e le case estive dei residenti, infine, avranno un incremento del valore o subiranno una diminuzione dello stesso?
RISPOSTA DI GIUSEPPE COZZA, CANDIDATO SINDACO
Ritengo che, come tante altre compiute da questa amministrazione, si tratta di una scelta scellerata!
Purtroppo una gran parte dei cittadini di Nardò scoprono sempre dopo i disastri perpetrati ai danni della comunità: è stato così con via Bonfante, con il “collettamento” che scaricherà i reflui fognari di Porto Cesareo a Torre Inserraglio e sarà così anche quando sarà terminato il lungomare Santa Caterina-Santa Maria che, non essendo dotato di parcheggi e con la stretta sede stradale che si ritroverà, consiglierà a tutti di recarsi verso altre località più comode e maggiormente fruibili.
Il progetto Swann, se mai sarà realizzato, completerà il quadro del disastro perpetrato da questa amministrazione ai danni delle marine.
I neretini o non sono stati informati o non si sono voluti informare, ma come reagiranno quando, con ogni probabilità, scopriranno che sarà istituito il divieto di balneazione, navigazione e pesca, sportiva e professionale, nel tratto di mare che va dalla curva dove c’è il ristorante “Lo Scoglio” sino a dopo le Quattro Colonne?
Su questo, il sindaco Mellone può parlare, per una volta, in modo chiaro alla Città, assumendosi la responsabilità di una tale scelta?
E se mai venisse realizzato il progetto Swann, lo sanno i neretini, specie quelli che hanno immobili di proprietà o svolgono attività commerciali a Santa Maria al Bagno, il rumore provocato dagli idrovolanti quando atterrano o decollano, per non parlare di altro.
Lo sanno i neretini di quando si deprezzeranno le loro proprietà e le loro attività commerciali?
Ecco, il mio suggerimento ai cittadini di Nardò è questo: prima informatevi a fondo, da vostri professionisti di fiducia e, quando vi sarà tutto chiaro, chiedete di incontrare il sindaco Mellone e chiedetegli la verità.
Cari concittadini, secondo voi accetterà l’incontro?
Giuseppe Cozza