Politica

CENTROSINISTRA - Istruzioni per bere fino in fondo l'amaro calice

Stampa

NARDO' - La situazione di quest'area politica è in feroce evoluzione. Merito dell'uscita improvvisa di Nardò Bene Comune con un proprio candidato sindaco, da alcuni acclamata come una "liberazione" e da altri indicata come l'innesco che distruggerà il centrosinistra? No, è un evento sopravvalutato. Troppa grazia e troppa disgrazia insieme: è solo il lineare momento che farà smettere al Pd di millantare crediti che non ha e far pervenire finalmente il partito ad una scelta. Che poi è una sola: darsi una direzione, fare una lista, cosa che non appariva più per nulla scontata. Intanto chiariamo anche il ruolo della lista Partecipa.

Un comodo "parcheggio" del consigliere Lorenzo Siciliano in una lista a corredo di Carlo Falangone. Altrettanto poteva succedere all'altro campione dei consensi di area Pd, Daniele il consigliere provinciale Piccione. Si stavano riducendo così le strategie del glorioso Pd?
La riunione di ieri sera durante la quale il partito ha avuto un sussulto (d'orgoglio? Ancora non si sa) appare come il viatico di una riscossa nel centrosinistra.
Sì, è vero quel che dicono in tanti: attualmente lo scenario è di massima frammentazione. Ma questo fermento appare solamente di buon auspicio per una vera battaglia elettorale per conquistare il palazzo, se è vero quel che si dice che la coalizione di Pippi Mellone stia in grande apprensione e ci sia una bella lotta tra colonnelli e gregari per emergere e conquistare un posto al sole. Altrettanto evidente è che se dovesse restare Mellone alla guida della sua coalizione non avrebbe egli problemi a vincere al primo turno e con ampio margine.
Se la galassia melloniana dovesse esplodere, però, ecco che la "melina" del centrosinistra, fino ad ora rappresentata solo dal "ghandiano" Falangone, apparirebbe inadeguata alla sfida. Servirebbe, invece, un'azione corale, di rritovata unità d'intenti. Quale migliore occasione se non quella di ricostruire nuovi equilibri sulle macerie?
Un discorso a parte merita la lista Partecipa. Un esponente ha preso contatto con la redazione giudicando ingeneroso l'articolo di ieri sera.
"Partecipa né ciondola né è stata fedelmente a ruota del Pd" ci scrivono. E' vero.
La lista si è anche sottratta ai giochetti dei soliti demiurghi che gravitano in area Pd specialmente in merito alla richiesta di candidatura avanzata a Salvatore Donadei ed, anche questa, non adeguatamente coltivata per lasciare la coalizione nelle sabbie mobili.
Come è successo con Enzo Petraroli. Una situazione kafkiana che ancora oggi grida vendetta: il candidato c'era, era validissimo. Bisognava solo crederci un po'.
Invece è stato abbandonato fino a lasciar morire quella possibilità. Allora, a che gioco si sta giocando nel centrosinistra?
"Partecipa è uno dei pochi gruppi che può vantare un comportamento limpido e dignitoso - ci spiega questo grande elettore d'area - ed il fatto di non volersi impegnare con una lista a favore di candidati non condivisi, o che sono proposti furbescamente all'insaputa dei possibili compagni di viaggio, è oppure no una scelta politica degna di rispetto?"
Così come abbiamo sempre rispettato Partecipa (Riccardo Leuzzi, Antonio Cavallo, Roberto My tra i tanti), offriamo anche questo contributo e questa precisazione ai lettori. Consapevoli che la chiarezza, le parole che sgombrino il campo dalle nebbie, lo scioglimento dei nodi debbano giungere in primis da chi, da un grande potere, ha anche le maggiori responsabilità con l'elettorato di centrosinistra: la dirigenza ed i vertici del Partito Democratico.