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TERMOMETRO POLITICO - Il Pd decide di non decidere. Diviso tra la strada che porta a Falangone e una scelta "identitaria"

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NARDO' - Non è facile decidere se non c'è una leadership forte. E, attualmente, il partito sembra attraversato da bande. Ma il lavoro che si sta effettuando grazie all'abnegazione dei commissari potrebbe sortire effetti inattesi. Ecco perché questo fermento porerà sicuramente a qualche risultato inaspettato.

Attualmente, nel Partito Democratico di Nardò si avverte il forte carisma, può sicuramente essere definito così, dell'area Siciliano, ex Città Nuova. Sembra quella l'area, infatti, più presenzialista. Ma anche folgorata sulla via di Damasco e decisa sempre di più ad abbracciare il candidato del M5Stelle, Carlo Falangone.

Sarà l'influenza di Donato Metallo, di Giuseppe Taurino... sarà quel che sarà ma i Siciliano, padre e figlio, sono passati in poche ore dalla freddezza nei confronti di questa candidatura ad una perfetta sovrapposizione con i piani di Falangone.

Ma nel Pd la pensano tutti allo stesso modo? No, sicuramente.

E andiamo a vedere. Quello che appare più tranquillo di tutti è Daniele Piccione. Il consigliere provinciale, infatti, appare così sicuro del fatto suo da non essere disturbato da alcun gossip o previsione. I sonni turbati dei Siciliano non lo toccano perché, probabilmente, verrebbe rieletto consigliere comunale in ogni condizione: sia in una lista a sostegno di Falangone (persino in una civica) ma anche in una lista del Pd posizionata in una mini-coalizione.
Ecco perché c'è chi, come Gianni Pellegrino, che in queste ore sta insistendo per una corsa "quasi" in solitaria. Cioè un settimo candidato a sindaco. Una scelta forte, identitaria, candidando l'intero direttivo e poi aprendo strade e proposte ad altri gruppi.
Potrebbe essere lui il candidato sindaco? Non è detto perché sarebbe una scelta troppo dirompente e non accettata da tutti.

Ma Maurizio Leuzzi, valido assessore della giunta Risi, sì. La sua figura è in grande spolvero e l'uomo politico è stato contattato più volte in questi giorni.
Per altro non sarebbe facile per lo stesso Dem Lorenzo Siciliano (deciso a continuare con perseveranza la sua carriera nel Partito Democratico) poter dire di preferire Falagone a Leuzzi. Entrambi sono stati ex assessori di Risi ma Leuzzi ha avuto il merito, negli ultimi 5 anni, di farsi sentire come oppositore di Mellone. Cosa che a Falangone non è riuscita.
Poi sempre Leuzzi potrebbe "rianimare" l'area di Partecipa, un pochino affranta dagli ultimi avvenimenti (ma ricordiamo che lì dentro ci sono campioni del consenso come Roberto My e Antonio Cavallo).

Sempre Leuzzi, combattivo e polemico ma mai ostile o allergico ai ragionamenti altrui, potrebbe lavorare nell'ottica di allargamento della "mini" coalizione che si sta affacciando alla ribalta. Pensiamo a ragionamenti possibili con Giancarlo Marinaci (attualmente vicino a Carlo Falangone), a Paolo Arturo Maccagnano (vicino a Pierpaolo Losavio) a Stefania Ronzino (da alcuni giorni al lavoro sulla propria candidatura a sindaco già formalizzata) di Nardò Bene Comune. Quest'ultima che si rivela come una candidatura già entrata nell'immaginario collettivo: unica e donna, per altro combattiva. Sarà difficile vederle fare un passo indietro.

Certo, una candidatura di Leuzzi sgonfierebbe il lavoro di Falangone, questo va chiarito, e lancerebbe verso l'eventuale ballottaggio probabilmente Mino Frasca. Ma, come si è visto, entro l'inizio dell'estate mille volte lo scenario potrà ancora cambiare. Intanto gli ambasciatori sono al lavoro, come si è visto. E sembrano essersi ripresi dopo un periodo di scoraggiamento in cui si sentiva solo parlare di Pippi Mellone che, in tutto questo fermento, ormai pare passato addirittura in secondo piano.

Intanto "sospirano" anche altre ipotesi. Come quella che vedrebbe interessare una dottoressa, una donna medico con una esperienza politica non recentissima. Vedremo.