NARDO' - Non importa se posso essere giudicato perché non voglio una strada, un obbrobrio senza alberi, come il litorale Santa Maria-Santa Caterina.

Caro direttore, avevo già scritto di aver aderito alla lista di sinistra della candidata a sindaco Stefania Ronzino, perché Nardò ha necessità di un’alternativa di sinistra, e non di un’alternanza mascherata (per l’occasione) di sinistra.
Questa città, e non mi riferisco solo a ciò che è accaduto negli ultimi cinque anni, ha bisogno di dibattito politico, di dialettica democratica vera, e non più di odii ed insulti.
Questo mi ha spinto a candidarmi con la lista di Stefania: a costo di apparire come colui che rifiuta una pista ciclabile, un idrovolante inutile, e che sostiene l’integrità del Museo della Memoria, in Santa Maria al Bagno. Se vogliamo onorare, per davvero, quelle vittime dell’olocausto.
A costo di apparire come quello che rifiuta una rotatoria in più, tra l’altro fatta male, e desidera la convocazione di un consiglio comunale in piazza, nell’Agorà, partecipato da tutti i cittadini. Perché la democrazia è questa.
È non decidere nelle stanze del Palazzo, al chiuso. Altrimenti non si può dire “…sono diverso da quelli di prima…”.
Non importa se posso essere giudicato perché non voglio una strada, un obbrobrio senza alberi, come il litorale Santa Maria-Santa Caterina.
In cambio, mi auguro che l’ANPI di Lecce possa sfilare al mio fianco, il prossimo 25 aprile, per festeggiare il giorno della Resistenza contro il nazi-fascismo nella nostra Nardò.
E che a quell’evento possa prendere parte il sindaco di questa città, donna, come Stefania Ronzino, che aderisce all’ANPI.
Giudicatemi dunque, per le critiche politiche ad uno schieramento, moderato e pentastellato, che tutto può essere (i minestroni a volte sono indigesti) meno che di sinistra e adeguato a contrastare “il pensiero unico melloniano”.
Questi alcuni motivi che mi vedono al fianco della lista Nardò Bene Comune.
Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente