NARDO' - "Ora sono tutti di ben cinque anni più grandi, anche i melloniani che un tempo erano giovani. Ed è arrivato il momento del manuale Cencelli. Del potere consolidato che si fa establishment, dello status quo, della restaurazione. Come si addice ad ogni Destra che conquista il potere e lo esercita, prima con l'uomo forte e poi con i colonnelli".
Non ci venite a dire che alcuni dei protagonisti della cavalcata elettorale erano occupati per lavoro. Non ci crediamo.
Quante volte capita che un sindaco venga proclamato? Non sono occasioni che si verificano spesso. Ed oggi era la festa, forse rovinata, della coalizione melloniana. Non bisognava mancare.
Le fibrillazioni ci sono, inutile nasconderlo. L'altra sera Oronzo Capoti e Pippi Mellone, a Santa Maria al Bagno, hanno avuto uno scambio molto duro. Una discussione che è durata a luingo con il sindaco che raccomandava a Capoti di essere prudente. Significa che Mellone ha in animo di non nominarlo suo vice. Che ci sono situazioni per le quali è meglio che ciò non avvenga, per ora.
Eppure Capoti, che è vicesindaco uscente, ha ottenuto 868 voti. Un botto senza precedenti.
Ma anche Giampiero Lupo e molti dei suoi (pare tutti) erano assenti. Non si sarebbero presentati alla cerimonia di proclamazione.
Pure il leader dei Liberi Popolari ambirebbe al ruolo di vice. Ma anche lui non avrebbe garanzie. tanto è vero che qualcuno dei consiglieri non eletti è preoccupato: se Lupo decidesse i portare la sua formazione all'opposizione, cosa che si sta strategicamente ventilando proprio negli ambienti "lupeschi", non scatterebbero i seggi liberati dalle nomine degli assessori.
Ma perché tutta questa ansia per la nomina del vice-Mellone? Beh, è presto detto: si tratterebbe di una investitura. Chi è vice oggi al 90%, mantenendosi salda la corazzata messa in piedi dal sindaco attuale, sarà il prossimo sindaco della città. E l'interesse è tanto.
Ma entrambe le formazioni, Libra e Liberi Popolari, sono considerate moderate, centriste. Nessuna delle due, inoltre, nel 2016 era nel nucleo fondativo della coalizione di Mellone, si sono aggregate dopo. Inoltre stanno giocando col fuoco: Mellone ha venti consiglieri ed un vasto consenso popolare. Se tirano troppo la corda potrebbe spezzarsi. Ed a cadere sarebbero loro.
Ecco perché, presto, si accontenteranno anche dello strapuntino.
Ee ecco perché il nuovo vice potrebbe essere "una vice" come Maria Grazia Sodero, molto più riconoscibile dal mondo della destra che è il vero zoccolo duro del primo cittadino. Non dimentichiamoci che per qualche giorno fu anche candidata alla Camera per la Lega. Ora si è candidata con Difendere Nardò, che ha simboli e uomini riconducibili alla estrema destra.
Insomma, non ci vuole un genio a capire che Mellone pronuncerà la fatidica frase "guarda, tutto questo un giorno sarà tuo" solo ad una persona della quale si fida come di se stesso. E che gli risponderà anche dopo. Capoti e Lupo, invece, sarebbero immediatamente più indipendenti. Lo hanno dimostrato in diverse occasioni.
Ed ecco perché il sindaco si prenderà tutto il tempo disponibile per nominare gli assessori, probabilmente dopo la proclamazione degli eletti in Consiglio comunale. Si potrebbe arrivare persino a metà novembre. E intanto lavorerà di bilancino per far quadrare conti e velleità.
Anche in questo, ormai, di rivoluzionario non c'è più niente. Ed è svanito anche l'entusiasmo del 2016 quando, sulle ali di una vittoria inaspettata, fu facile e quasi goliardico nominare gli assessori. Tempi belli, tempi felici, tempi di spensieratezza.
Ora sono tutti di ben cinque anni più grandi, anche i melloniani che un tempo erano giovani. Ed è arrivato il momento del manuale Cencelli. Del potere consolidato che si fa establishment, dello status quo, della restaurazione. Come si addice ad ogni Destra che conquista il potere e lo esercita, prima con l'uomo forte e poi con i colonnelli.