Politica

PD, TERRENO FERTILE - Quando anche il social può fare cose buone

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NARDO' - Una discussione apparsa su Facebook appare non solo intelligente ma suscettibile di sviluppi e di un dialogo che anche solo pochi giorni fa pareva impossibile. Merito della "sconfitta" di Bonaccini? Anche. Ma anche merito di chi non si sta barricando dietro alla frase "questo non è più il mio partito" e sta accettando una sconfitta (soltanto interna) che porterà solo benefici alla crescita della base del Partito Democratico e il consolidamento e la nascita, naturale, di nuovi leader da contrapporre alla destra. Ad iniziare dai consiglieri comunali in carica per poi "uscire" tra uomini e donne della società civile. 

ECCO LA DISCUSSIONE TRATTA DA FACEBOOK CON I COMMENTI SALIENTI

LUIGI TARRICONE
Leggo sul profilo del Partito Democratico Nardò parole che mi lasciano parecchio spiazzato: i conti non tornano.
Alle elezioni comunali del 2021 - in cui la sinistra neretina è andata al di sotto di aspettative che già non erano rosee - il solo PD ha ricevuto oltre mille preferenze. Con i voti delle altre liste di centrosinistra si contano oltre quattromila elettori. Ed era un’elezione clamorosamente persa.
Persa, a mio avviso, anche per via della conclamata incapacità della sezione cittadina del Partito Democratico di dimostrare coraggio e schiena dritta a fronte della posizione ambigua e delle uscite sguaiate del Presidente Emiliano, sostenitore dichiarato del candidato di estrema destra, Mellone.

Veniamo a oggi.
Il PD Nardò, in vista delle Primarie, sponsorizza il candidato Bonaccini, in linea con quanto prescritto dallo quello stesso Emiliano che ha perpetrato, verso la sinistra neretina, un vigliacco, spudorato e immorale tradimento politico che non merita ulteriori parole.
Il PD Nardò, all’indomani delle Primarie, parla - tronfio - di “grande festa della democrazia”, a fronte di meno di 500 elettori che si sono espressi in città.
Il PD Nardò, all’indomani delle primarie, prima ancora di fare gli auguri alla sua stessa Segretaria nazionale Schlein, mette in evidenza la “schiacciante (?) affermazione” di Bonaccini al seggio neretino.

Non solo i conti non tornano, ma sorge spontanea una domanda ben più preoccupante: quanti altri segnali dovrà mandare l’elettorato - al PD Nardò, a Emiliano, Bonaccini e tutto il resto della classe politica bocciata da queste Primarie - perché si capisca che gli elettori di sinistra pretendono un cambio di direzione netto? Come fare arrivare alle orecchie dei dirigenti, di ogni livello territoriale, che l’elettorato pretende coraggio e determinazione in una chiara, orgogliosa, rivendicazione dell’appartenenza all’area politica di sinistra?

Non sono mai stato un elettore del PD, ma ieri ho votato Schlein: pur sfiduciato dal recente passato del Partito, ho comunque voluto dare una chance alla sua proposta politica.

Ho accolto con fiducia la notizia della sua vittoria.
Mi auguro davvero che questa nuova segreteria segni una svolta, tanto a livello nazionale quanto per le sezioni locali.

Nel frattempo, però, dichiarazioni come questa, oltre a denotare un disallineamento tra il PD e il suo elettorato, reale a potenziale, riescono nell’arduo compito di smorzare anche l’entusiasmo degli elettori più giovani, appassionati e ostinatamente fiduciosi.

MAURIZIO LEUZZI (SEGRETARIO CITTADINO)

Caro Luigi, hai ragione, ma non tutto il PD di Nardó é rappresentato da Siciliano, il quale approfittando della mancata ratifica del risultato del congresso, prende iniziative non concordate col resto del partito. Una gran parte del partito infatti, la stessa che ha proposto me alla segreteria cittadina, ha appoggiato la Schlein. Il comunicato sarà a breve pubblicato su stampa e sui siti.

LORENZO SICILIANO (CONSIGLIERE COMUNALE)

Ciao Luigi, provo a rispondere alla tua considerazione andando in ordine. Affermi che le elezioni comunali sono state clamorosamente perse “anche per via della conclamata incapacità della sezione cittadina di dimostrare coraggio e schiena dritta a fronte della posizione ambigua del presidente Emiliano”.

Evidentemente ti sarai perso - ne sono certo perché non credo che dica questo conoscendo la realtà - le tante, tantissime azioni di dura protesta che abbiamo messo in campo, forse io più di tutti pagando anche un prezzo, contro quella che tu giustamente definisci posizione ambigua ma che io reputavo e reputo una porcheria. Proprio per questo abbiamo tenuto la barra dritta, ancorando il Partito Democratico di Nardò all’opposizione, sporcandoci le mani e facendoci carico di anni di battaglia politica complessi, in cui molti “compagni” erano bravi a dirci “dovete” e non “dobbiamo”. Proprio per questo abbiamo voluto stare dentro una coalizione di centro sinistra candidando a sindaco una persona come Carlo Falangone che nel tempo più difficile per una sfida elettorale per il centro sinistra neretino ha offerto la sua disponibilità. Tu, tutto questo, lo definisci “conclamata incapacità”?

Veniamo a oggi, appunto.

Non il “PD di Nardò” ma diversi suoi iscritti e militanti scelgono di sostenere la candidatura di Stefano Bonaccini e non ti dico altro se non che è infinitamente sterile ed a tratti offensivo affermare che delle persone scelgano chi votare perché “prescritto da quello stesso Emiliano”. È un pensiero illogico ed irritante, quanto meno per chi crede nella piena libertà di ciascuno. È come se io dicessi che tu hai votato Elly Schlein perché te lo ha prescritto la responsabile della sua mozione che, in Puglia, è Loredana Capone. Non ti sentiresti, forse, un po’ offeso?

Credo sia legittimo, per un partito che ha allestito un seggio, fatto sacrifici e mobilitato i suoi militanti affermare la propria gioia per l’affluenza al voto di 491 persone in una Città in cui la destra spadroneggia, non credi?

Anch’io, come tanti, saremo da oggi al fianco della nostra nuova segretaria nazionale, credendo che in una comunità politica, grande o piccola che sia, ciò che conta è la lealtà reciproca delle persone che scelgono di farne parte, ma soprattuto la voglia che ciascuno di noi ha di sporcarsi le mani e non giocare a fare il puro, perché, come diceva Nenni, “arriva sempre uno più puro che ti epura”.