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NELL'AULA SORDA E GRIGIA - L'odioso strapotere esercitato in una assise democratica

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NARDO' - Caro direttore, c’è una frase che ancora oggi riecheggia negli ambienti politici: “Che fai, mi cacci?”

Una contesa tra Gianfranco Fini e Berlusconi. Un litigio, in diretta TV, col dito puntato del capo di Forza Italia contro Fini che segnò la fine del Pdl.

Un atto d’imperio del sommo potere, di un'alta autorità, con il dominio e la supremazia di chi comanda, che caccia un oppositore, un dissidente.

Un episodio, più o meno, analogo si è ripetuto ieri sera in Consiglio Comunale a Nardò.

Il sindaco, caccia dalla maggioranza due suoi consiglieri, dopo che avevano votato in modo difforme, dagli ordini di scuderia del sindaco, e preso la decisione di formare il gruppo “Fratelli d’Italia”, della Meloni.

La frase è: “...per cui i due consiglieri sono FUORIII dalla maggioranza…”.

La risposta dei due rappresentanti politici, che non c’è stata, sarebbe dovuta essere: “che fai ci cacci?”.

Il video lo abbiamo visto in diretta streaming, con quella imponente espressione del Sindaco.

Una locuzione che risuonerà per molto tempo ancora in quella sala, e nella città, che rievoca fasti della nostra Italia, e si espone ad alcuni legittimi quesiti: il sindaco, ha cacciato i due consiglieri perché hanno votato contrariamente alle sue disposizioni, oppure sono stati destituiti perché hanno deciso di formare un gruppo che si richiama, direttamente, al partito governativo della Giorgia Meloni?

E ancora, così come è stato 10 anni fa per il Pdl, quella di ieri può essere l’inizio di un “nuovo evo” neretino, oppure si comincia ad intravedere, dalle fondamenta, e ad udire lo scricchiolio di un, sontuoso, edificio costruito in questi anni dallo stesso sindaco?

E l’ultima domanda, che sono certo resterà inevasa, è: cosa staranno pensando oggi i politici che contano, rappresentanti leccesi e pugliesi della Meloni, di questa, ferma, decisione del sindaco di Nardò?

E se posso, caro direttore, un’ultima davvero: possiamo risentire come sottofondo stereofonico, per alcuni giorni ancora, sul suo, libero e pluralista portale, la frase del sindaco che caccia i due consiglieri?

Questo lo chiedo affinché, quel video venga adoperato nelle scuole di “formazione politica”, delle nuove generazioni, per educare i giovani a non esercitare mai, in quelle forme, un odioso strapotere in una pubblica assise democratica.

Maurizio Maccagnano, sindacalista dissidente