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A(H)I - La censura secondo Pierpaolo Giuri in questo universo e in un mondo parallelo

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NARDO' - Attenzione, si parla di censura. E a farlo è il consigliere comunale Pierpaolo Giuri (Casapound). Il tema è serio e al di là dell'argomento sollevato da Giuri, condivisibile oppure no, merita un approfondimento. Giuri oggi difende Coldiretti, noi proviamo a difendere Nardò e la sua comunità. Senza chiedere niente in cambio, nemmeno un voto.

 

A sinistra per chi legge (ahi...) trovate le parole recentemente scritte da Pierpaolo Giuri, leader cittadino dell'estrema destra, per commentare un episodio di cronaca. A destra, in quella destra ideale onesta con gli altri e con se stessa, la voce ipotetica e ricostruita da una Intelligenza Artificiale di Giuri se avesse la voglia e la forza di correggere l'impeto censorio del suo lìder. Ribadiamo: Giuri non ha mai pronunciato né scritto le parole del riquadro a destra ma sarebbe davvero bellissimo se, un giorno, dicesse la sua su bavagli e censure non solo a livello planetario ma guardando, molto più da vicino, nell'orticello di casa sua.

 

 di Pierpaolo Giuri, in questo universo di Pierpaolo Giuri, nell'universo parallelo 

La raccolta firme per fermare i cibi sintetici lanciata da Coldiretti non esiste più.

E’ questa la decisione della multinazionale di Mark Zuckerberg,
non nuova a questo tipo di azioni arbitrarie.

“Già durante il periodo della pandemia – sostiene Pierpaolo Giuri,
consigliere comunale di Nardò - lo strumento della censura ha colpito chiunque
ponesse dei dubbi (legittimi) sulla gestione dell’emergenza sanitaria,
cancellando post e addirittura profili di medici e professionisti del settore”.

“Ora – continua il consigliere con delega all'agricoltura - Facebook ha censurato
la campagna di Coldiretti che aveva avviato una raccolta firme per fermare
i cibi sintetici in assenza di adeguate garanzie dal punto di vista della sicurezza
alimentare ed ambientale, petizione fortemente sostenuta anche
dall'amministrazione Mellone"

"Ancora una volta il social network più famoso,
che un tempo definiva la libertà di espressione come una priorità,
imbavaglia chi non si piega al pensiero comodo alle multinazionali,
dimostrando di poter dettare legge in uno spazio pubblico”.

“Nell’esprimere il mio sostegno a Coldiretti – conclude Giuri -
ritengo che ora più che mai sia necessario legiferare in materia,
regolamentando il potere di una multinazionale privata di poter agire
senza controllo in uno spazio (ormai pubblico) così ampio".

 

 

La raccolta di commenti di critica al governo cittadino non esiste più.

È questa la decisione del costosissimo staff di Pippi Mellone,
non nuovo a questo tipo di azioni arbitrarie.

Già durante il periodo del post vittoria nel 2016
– sostiene Giuri, consigliere comunale – lo strumento della censura
ha colpito chiunque ponesse dubbi sull'operato del sindaco, cancellando post e addirittura
profili di docenti universitari, cittadini e professionisti di ogni settore.

Ora - continua il consigliere con delega al picchetto d’ordinanza –
Mellone continua a censurare qualsiasi forma di dissenso.
In assenza di adeguate garanzie dal punto di vista della partecipazione
è stata creata la pagina Gioventù Bannata.
Uno spazio che raduna la lunga lista di bannati dal sindaco Mellone e dal suo staff.

Ancora una volta il sindaco più famoso,
che un tempo definiva la libertà di espressione come una priorità,
imbavaglia chi non si piega al suo pensiero comodo alla conservazione della sua poltrona,
dimostrando di poter dettare legge in uno spazio pubblico.

Nell’esprimere il mio sostegno a tutti i bannati dal sindaco Mellone
- conclude Giuri - ritengo che ora più che mai sia necessario legiferare in materia,
regolamentando il potere di un sindaco nel poter agire senza controllo
in uno spazio (ormai pubblico) così ampio.