NARDO' - Ha chiuso l'accordo direttamente con i vertici romani e pugliesi e la notizia è certa perché nell'ambiente della maggioranza melloniana di Nardò non si sta parlando d'altro. Il partito col quale si candiderà è "governativo" per cui le possibilità di elezione sono reali. Si dimetterebbe ad agosto ufficializzando la candidatura all'inizio dell'estate. Ecco perché questa continua campagna elettorale in città, con patrocini e manifestazioni.
Fratelli d'Italia (il partito della premier Giorgia Meloni) vrebbe accettato, alla fine di un corteggiamento estremo, la proposta del sindaco di Nardò: candidarsi al Consiglio regionale della Puglia.
Pare ci sia addirittura già la firma con l'area "non fittiana". Di fatto l'operazione tenderebbe a estromettere proprio Raffaele Fitto dalla decisione. Si sa che il potente vicepresidente esecutivo della Commissione europea ha messo il veto, in accordo con la base leccese del partito, a questa candidatura considerata molto divisiva. Mellone, infatti, quando stava col centrosinistra di Emiliano (amicizia mai assopita), aveva riservato parole pesanti con il centrodestra, soprattutto fittiano. Al limite dela burla.
Ora, invece, proprio Mellone ha necessità assoluta di lasciare il Comune di Nardò per garantire il suo futuro politico e per abbandonare la barca piena di debiti che sta affondando.
Solo diventando consigliere regionale nella sua attuale casa, il centrodestra, potrebbe continuare la sua storia politica.
Ma in molti attendevano la candidatura nella Lega di Marti (con cui rimarrà buon amico) e non certamente con Fratelli d'Italia. Ci aveva già provato in precedenza, soprattutto facendo leva sulla buona amicizia (anche del suo braccio destro Freancesco Zuccaro) con Giovanni Donzelli, potente responsabile dell'organizzazione di FdI. Tra melloniani e meloniani l'amicizia risale ai tempi dei raduni di Atreju, manifestazione giovanile dei gruppi di destra.
Ed ora? In Fratelli d'Italia gli altri candidati tremano. Cataldo Basile di Porto Cesareo, ad esempio, rischia di non essere eletto. Ma anche gli equilibri nell'intero centrodestra potrebbero traballare.
A Nardò, in particolare, che cosa succederà con l'annunciata candidatura, sempre con Fratelli d'Italia, del consigliere comunale Alberto Gatto?
Intanto c'è un dato di fatto: se passa la modifica alla norma elettorale (si dice il 9 luglio) e i sindaci, a quel punto, potranno dimettersi e candidarsi, Mellone sarà della partita. E poi il Comune di Nardò sarà sicuramente commissariato fino alla successiva primavera quando si voterà per il rinnovo del Consiglio comunale.