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L'INDIGNAZIONE CORRE SUI SOCIAL - Non esponete il giudice Borsellino in una vetrina per i vostri comodi

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“Se i giovani oggi cominciano a crescere e a diventare adulti non trovando naturale dare alla mafia consenso... e se questo atteggiamento dei giovani viene alimentato e incoraggiato... quando saranno questi giovani a regolare la società... non sarà possibile per queste organizzazioni trovare quel consenso”.

Questa la speranza di Borsellino resa attuale in una delle tracce degli esami di maturità.

Ora mi chiedo che impatto abbiano avuto queste parole sui giovani della nostra città?!

Una città i cui amministratori non perdono occasione di fare vetrina quando si tratta di ricordare il sacrificio di Borsellino, ma che alla luce di quanto avvenuto in questi anni, che sembra avvalorato anche dalle recenti intercettazioni apparse sulla stampa (su raccomandazioni ad imprenditori indagati per favorire l’assunzione di parenti e amici) devono fare i conti con la trasparenza dei loro comportamenti, delle loro pratiche unicamente rivolte alla raccolta del consenso elettorale.

Mi chiedo quale sia l’esempio che questi amministratori stanno offrendo alla città, se oggi i nostri giovani, invece di essere incoraggiati a praticare la legalità e la giustizia, si stanno convincendo che per trovare lavoro, per riuscire a realizzare le loro aspettative o i loro desideri è più facile sottomettersi alla logica dei favoritismi praticata dai potenti di turno!

E mi chiedo infine come sia possibile che tutti noi cittadini non ci rendiamo conto del danno che arrechiamo alle nuove generazioni, se oggi siamo disposti ad assecondare tali metodi pur di ottenere un vantaggio per noi o per i nostri figli?

Quando ci convinceremo che c’è bisogno di una nuova coscienza, di un nuovo senso di comunità, di legalità?

Maurizio Leuzzi