NARDO' - Sono passati 9 lunghi anni da quando si è insediato il sindaco Mellone con le sue due amministrazioni e a Nardò del piano urbanistico generale (PUG) non se ne è fatto ancora nulla.
Il PUG, il nuovo piano regolatore per intenderci, è stato sbandierato "per cosa fatta" in mille occasioni e in mille modi, specie con l’approssimarsi delle elezioni, con innumerevoli post sui social e manifesti del sindaco e dell’assessore all’urbanistica avv. Andrea Giuranna.
Invece risultano per certo: una nota da parte dell’Autorità Anticorruzione (ANAC) per diversi incarichi irregolari effettuati da parte del Comune di Nardò proprio per lo studio del nuovo piano urbanistico, alcune varianti urbanistiche non meglio specificate, una continua ed inutile cementificazione della città e del suo territorio, e ancora una fittizia partecipazione pubblica di cittadini, associazioni, categorie e ordini professionali che in pratica hanno avuto ZERO possibilità di esprimersi e decidere sul futuro urbanistico della città.
Purtroppo la città è condannata da 9 lunghi anni quasi alla paralisi dell'attuale piano regolatore basato su vecchi e rigidi concetti, su valutazioni e stime di crescita della popolazione e dell’economia territoriale che nella realtà non si sono concretizzate e che, al contrario, vedono oggigiorno anche il nostro centro interessato da un preoccupante spopolamento prevalentemente per motivi economico-sociali e per la mancanza di servizi.
Mi chiedo come sia possibile amministrare così “distrattamente” un territorio importante come quello di Nardò, senza alcuna prospettiva futura, con l’assenza di un così importante strumento di programmazione e sviluppo della città, senza il contributo prezioso di chi poi nella nostra città ci vivrà, ci lavorerà e avrà la sua famiglia. Mi chiedo, ad esempio, come sia possibile pensare al futuro di Nardò senza un piano urbanistico nato dal confronto per lo sviluppo economico, la sostenibilità ambientale, il rispetto e valorizzazione delle risorse naturali e storiche, dall'ascolto dei desideri e delle idee di adolescenti e giovani che domani, ci si augura, vivranno ancora in questa città.
Nel frattempo la comunità è penalizzata dalle deludenti scelte dell’amministrazione comunale e schiacciata dal pensiero unico del sindaco e dei suoi assessori e consiglieri. Mi chiedo anche come si possa dialogare e proporre soluzioni sui tanti problemi della città: la tutela ambientale, le case abbandonate e di vecchia costruzione, gli investimenti commerciali, le attività turistico ricettive; e ancora le infrastrutture per la mobilità, la salvaguardia e valorizzazione della costa, delle sue marine e di tutto il patrimonio storico che Nardò vanta.
Occorre percorrere la strada del recupero del patrimonio edilizio esistente, la riqualificazione urbana e territoriale delle zone abbandonate e degradate, il recupero e la valorizzazione delle marine e del centro storico, tutelando i caratteri storici ed ambientali di un territorio importante e vasto come quello di Nardò che va dall’Arneo a S. Maria al Bagno, territorio che contempla al suo interno mare, agricoltura, paesaggio, beni architettonici e archeologici; occorre, quindi, una radicale inversione sull’uso del territorio, una nuova cultura della sua gestione e tutela, che coniughi lo sviluppo economico, agricolo e urbano con la salvaguardia dell’ambiente e il benessere di chi ci abita. E questo è possibile solo se i cittadini e tutte le categorie operanti sul territorio sono realmente coinvolte e invitate a contribuire concretamente.
Possibile che sindaco, assessori e consiglieri comunali non avvertano l’importanza e la necessità di condividere le scelte e le esigenze per lo sviluppo futuro del territorio neretino? Possibile che non sentano nei confronti di cittadini, associazioni, giovani e anziani, imprenditori e commercianti la responsabilità del ruolo politico e pubblico che ricoprono?
Siamo a fine 2025 e ancora abbiamo il nulla per Nardò da parte delle amministrazioni del sindaco Mellone, nonostante nove anni di governo cittadino e l’alternarsi di ben tre assessori all’urbanistica (Tedesco, Tollemeto, Giuranna) che nulla hanno fatto per migliorare la città e il suo territorio.
La città si ritrova ad essere continuamente ed ulteriormente sfruttata con progetti di dubbia qualità e finte riqualificazioni urbanistiche, con investimenti di poco conto che non creano benefici generali per la vivibilità e l’economia della città; tutto, invece, è finalizzato alla esclusiva convenienza elettorale di pochi a danno di tutti i cittadini.
Mi auguro, come già accaduto per altri miei interventi, di vedere una pronta "risposta" su questo argomento da parte dell'amministrazione comunale, considerato che più volte è stata comunicata l'imminente redazione del nuovo piano urbanistico di Nardò.
PAOLO DE BENEDITTIS