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LA LEGA TI LEGA - E ti sorteggia. Ecco come Pippi Mellone ha "diviso" i suoi, per votare il partito di Salvini

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IMG 20251023 WA0035IL SORTEGGIO – Pochi lo sanno ma domenica, in municipio a Nardò, si è svolta una strana “riffa”.
Pippi Mellone ha imposto l'estrazione a sorte: ad ogni responsabile dei suoi gruppi politici ha assegnato un candidato della Lega di Salvini. Non osiamo pensare a chi sia stato bendato per tirare fuori i numeretti.
Qualcuno, coraggiosamente, ha spiegato: “il mio elettorato non può votare la Lega Nord”. Qualcun altro è scappato ad accreditarsi con Decaro ma senza farlo sapere al suo sindaco. Forse…
Intanto Mellone ha messo tutti contro tutti, nel solco del proverbiale “divide et impera”. Lui, infatti, vincolando tutti i suoi capigruppo, si è tenuto le mani libere di votare chi gli pare.
E per chi sgarra o arriva ultimo? Verrà messa in discussione la delega all’assessore.
Siamo in grado di raccontarvi l’esito del sorteggio.

Della primordiale lista di Andare Oltre che ha come assessore Marcello Greco sono gemmate due posizioni:
1) Antonio Tondo (attuale presidente del Consiglio comunale) dovrà far votare GIANNI DE BLASI;
2) Ettore Tollemeto, invece, dovrà far votare LUIGI MAZZEI.

3) La Libra di Oronzo Capoti pure dovrà votare Lega Nord e precisamente ALESSANDRA RAHO.

4) Pierpaolo Giuri e l’assessore e vicesindaco Maria Grazia Sodero della lista originaria di Difendere Nardò dovranno votare ADRIANA MARZO.

5) Nardò Per Bene, lista che ha eletto consiglieri Carlo Benegiamo, Maria Domenica Manieri Elia e l’assessora Sara D’Ostuni dovrà votare ARMANDO FORMOSO.

6) Obbiettivo Comune, gruppone di Giuseppe Alemanno (assessore), Lelè Manieri (potente consigliere con delega), Alessandra Prete dovrà votare BERNARDO MONTICELLI CUGGIO’.

La lista Pippi Sindaco di tutti diede forza a Giulia Puglia, Francesco Plantera e Massimo Dito si divide addirittura in tre:
7) Giulia Puglia dovrà “portare” ANTONIO BANDELLO;
8) Francesco Plantera farà votare MINO MICCOLI;
9) Massimo Dito dovrà far votare MARIA ELENA PALESE.

10) Per esclusione riteniamo che il consigliere comunale Gabriele Mangione (eletto nei Liberi Popolari ma rimasto con Mellone dopo l’estromissione del gruppo dalla maggioranza) debba votare LAURA CALO’.
Ovviamente il sindaco vuole “misurare” anche lui perché tra quelli che avrebbero più difficoltà ad affrancarsi dalle sue amicizie politiche nel centrosinistra.

11) La lista “secca” della Lega senza preferenza alcuna è toccata ad Andrea Giuranna.

Siamo ad undici gruppi, come dieci sono i candidati leghisti, più la lista secca della Lega.
Ovviamente tutto può ancora cambiare perché le liste non sono chiuse ma tra 48 ore avremo i nomi definitivi. Così come, il 25 novembre, sapremo quale, dei gruppi melloniani, ha prevalso sugli altri.
Mellone avrebbe promesso (meglio: minacciato) il ridimensionamento delle deleghe o, comunque, una “punizione” per chi non si applicherà con devozione al compito assegnato. Pare tutto un po' umiliante, per la verità.
Inutile dire che l’estrazione di destra pura di alcuni faciliterà il compito di chiedere voti per la Lega (Giuri, ad esempio). Chi ha un elettorato più composito e progressista (Tollemeto, Plantera, Puglia, Benegiamo, Mangione ad esempio) farà più fatica.

Qualche precisazione: I Liberi Popolari di Gianpiero Lupo non ci sono perché fuoriusciti dalla maggioranza di Mellone.
Noi X Nardò di Mino Natalizio non c’è perché il gruppo non esiste più e il consigliere Paolo Maccagnano è confluito in Obbiettivo Comune.
Ma abbiamo notizie che alcuni esponenti siano già corsi ad accreditarsi presso candidati di Decaro.

Infine la precisazione più importante: la suddivisione per gruppi non è stata fatta in base alle elezioni del 2021 ma in prospettiva del 2027.
Ecco perché Puglia, Dito e Plantera, originariamente candidati nella lista del 2012 “Pippi Sindaco di Tutti” hanno tre incarichi diversi. Perché ognuno di loro, nel 2027, dovrà completare una lista.
Stessa cosa per Tondo e Tollemeto che stavano nella lista di “Andare Oltre”. E’ notorio che i due stiano lavorando per propri gruppi politici.

E Pippi, che farà? Si è tenuto le mani libere. Andrà ad influire dove dovrà “salvare” qualcuno. Gli altri, intanto, sono uno contro l’altro, in un acquario. E lui starà fuori a guardarseli mentre tentano di restare a galla.