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Un bilancio fatto di tasse, multe e cemento: così stanno svuotando Nardò

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NARDO' - Le multe toccano direttamente centinaia di cittadini, vessati quotidianamente da sanzioni che servono solo a portare in cassa denaro per il Comune. Il resto non si vede subito ma gli effetti arriveranno a valanga.

Questa amministrazione continua a tenere le tasse comunali al massimo consentito dalla legge, chiedendo sempre di più ai cittadini senza offrire in cambio una visione per la città.

I numeri sono chiarissimi:
IRPEF comunale allo 0,8% per tutti e IMU all’1,06 per mille, cioè le aliquote massime consentite. Invariata la tassa di occupazione di suolo pubblico e l’imposta comunale sulla pubblicità.

E sulla tassa dei rifiuti la situazione è ancora più paradossale: anche quest’anno viene confermata una tariffa che nel 2019 questa stessa amministrazione ha aumentato del 14,75%.
Da allora non sono stati capaci di ridurla neanche di un euro.

Un altro dato racconta bene la filosofia di questo bilancio: nel 2025 il Comune ha incassato 230 mila euro dalle multe per il disco orario.
Nel 2026 hanno previsto di incassarne 500 mila. Parliamo solo delle multe per il disco orario. Più del doppio.

Questo significa che non stanno programmando servizi migliori: stanno semplicemente programmando più multe ai cittadini.

Nel bilancio non c’è alcuna strategia su cultura, sport, turismo, economia circolare e sviluppo della città.

Sui servizi sociali, purtroppo, continua a mancare una vera politica di welfare. Il settore finisce per limitarsi all’assistenzialismo, senza riuscire a svolgere la sua funzione fondamentale: favorire l’emancipazione sociale delle persone. Così si rischia solo di tenere cittadini e famiglie in una condizione permanente di precarietà sociale ed economica.

E mentre si continua a investire quasi esclusivamente nel cemento, interventi ordinari vengono raccontati come se fossero straordinarie politiche sociali: soggiorni termali per anziani, rette per minori nelle strutture dedicate, attività che i Comuni fanno da sempre.

Intanto la città reale va in un’altra direzione: attività commerciali che continuano a chiudere, un centro storico sempre più vuoto, una Nardò sempre meno attrattiva.

E poi c’è la vicenda della navetta di Portoselvaggio: nel bilancio sono previsti 170 mila euro di introiti per una navetta che percorre appena 1100 metri. Tradotto: biglietti più cari per turisti e visitatori, ma nessun nuovo servizio, nessuna nuova accoglienza, nessun investimento serio su percorsi realmente ecosostenibili.

Infine la questione della scuola media dell’ex I nucleo, già demolita. Come opposizione, insieme al comitato civico “Giù le ruspe dalla scuola”, abbiamo portato avanti una battaglia contro quell’abbattimento, raccogliendo migliaia di firme di cittadini che chiedevano di salvare quella scuola. Quelle firme sono state completamente ignorate dal sindaco e dai suoi sodali. Così oggi non solo un intero quartiere è stato privato della sua scuola media, un presidio fondamentale per i ragazzi e le ragazze che lì vivono, ma si preparano anche ad abbattere i 30 cipressi perfettamente sani presenti nell’area che svolgono una funzione ecologica e di ossigenazione dell’aria di fondamentale importanza.

Una nota finale merita anche la vicenda della Stanza dei Bagni di Santa Caterina. Nel bilancio sono stati stanziati 300 mila euro per il restauro, esattamente ciò che avevo proposto con una mia mozione nel 2023, che venne bocciata dalla maggioranza in Consiglio comunale. Oggi fanno esattamente ciò che io avevo chiesto, copiando di sana pianta un atto politico e amministrativo che avevo proposto allora. Peccato che nel 2023 dissero che non era possibile farlo.

Il problema di fondo è che questa amministrazione ormai gestisce il Comune come se fosse un’azienda privata: l’unica preoccupazione è far quadrare disperatamente i conti, ignorando i sacrifici e i problemi seri di famiglie, attività commerciali e imprese che ogni giorno tengono viva la città. Continuando, in tutto questo, a indebitare i neretini da qui a trent’anni: il debito comunale è arrivato a toccare 18milioni di euro.

È un modo freddo, burocratico e distante di amministrare una comunità.

E mentre chiedono sempre più soldi ai cittadini, la città perde servizi, opportunità e prospettive.

Noi continueremo a combattere contro questa gente e contro i loro rozzi metodi di governo, che si limitano a spremere cittadini, famiglie e imprese invece di costruire il futuro della città.

Lorenzo Siciliano
Capogruppo Partito Democratico