NARDO' - Il consigliere provinciale Mino Frasca commenta l’uscita di scena dell’ex candidato Sindaco.
“Colpiscono le parole con cui Giancarlo De Pascalis ha accompagnato le dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Colpiscono e fanno riflettere”. Così il consigliere provinciale Pdl Mino Frasca commenta la decisione di Giancarlo De Pascalis di lasciare l’assise cittadina e la lunga lettera con la quale ne ha spiegato le ragioni.
“Innanzitutto, voglio esprimergli tutta la solidarietà possibile. Mi pare, in ogni caso, che la sua lucidissima analisi - continua - ponga questioni di grandissima rilevanza. La prima (ma non è una novità) è che l’amministrazione che governa questa città naviga da un anno senza uno straccio di progetto e si fa imporre scelte da tutti. Il risultato è che Nardò sta scomparendo dalla geografia sociale ed economica della Puglia. Un danno a cui si aggiunge la beffa delle filastrocche di Marcello Risi che propaganda una città in rinascita.
La seconda è il fatto che a Nardò percorsi condivisi di governo sono impossibili, anche quando sarebbero indispensabili in un momento in cui Palazzo Personè vive una fase di tracollo economico, progettuale e organizzativo. Come giustamente dice De Pascalis, contano solo <arroganza e pressapochismo>, che rendono improduttivo anche l’impegno di chi, tra i banchi della minoranza, vorrebbe contribuire alla causa comune.
In un momento storico in cui in Italia - ricorda Mino Frasca - la politica ha momentaneamente fatto un passo indietro e con responsabilità ha affidato il timone del Paese ai tecnici per superare l’emergenza, Nardò vive come se fossimo ancora negli anni Novanta, senza crisi, senza emergenze, senza bisogno di alcuna soluzione che non sia quella pachidermica della politica ed in particolare della politica autoreferenziale, dei personalismi e delle segreterie di partito.
Mi aspetterei che le parole di De Pascalis aprissero una riflessione generale, ma so che gli struzzi non vorranno togliere la testa da sotto la sabbia. Se uno dei maggiori avversari politici del Sindaco si arrende, si defila perché il gioco delle parti non si può fare, significa che c’è un difetto di rappresentanza, c’è un problema di deficit di democrazia. E’ un fatto di sensibilità civile. Queste dimissioni impoveriscono la politica neretina.
Spero almeno che siano utili a responsabilizzare tutti quanti, anche se - conclude - non mi aspetto molto dal politico Marcello Risi che oltre gli anni Novanta non sa andare e che dopo un anno non ha ancora iniziato a fare il Sindaco”.