NARDO' - Radiografia del mellonismo. Eh sì, il paziente (che è la città) è quasi deceduto.
MA QUALE RIVOLUZIONE?
Da dieci anni Pippi Mellone e i suoi più stretti amici decidono le sorti di Nardò, con scelte fortemente discutibili che pesano sull'equilibrio finanziario di un ente gravato tra l’altro da mancanza di trasparenza. Le conseguenze? Si vedranno nel tempo o forse resteranno “custodite” nella mente di qualcuno.
L’iniziale “rivoluzione” dei giovani capaci e pronti a mandare in soffitta i “vecchi” della politica cittadina (ma anche salentina, regionale e nazionale) si è presto frantumata contro le difficili e impegnative “faccende gestionali”. Presto è “caduta la maschera” a chi, dotato di scarsa coerenza, è riuscito a cambiare schieramento politico a ogni occasione possibile pur di “arraffare” simpatie, visibilità e vantaggi elettorali.
La "splendida favola" ha mostrato le sue crepe in pochi anni: numerosi cambi di assessori tra uscite eccellenti e ingressi fantasiosi, una continua strategia di mistificazione della realtà, la necessità di avvantaggiare chi si è dimostrato vicino, l'elusione e violazione continua delle regole, una forma di controllo preoccupante che ha silenziato realmente il pensiero dei cittadini.
Il futuro decantato dai finti rivoluzionari si è trasformato in una continua negazione di quanto promesso: l’ospedale non è stato riaperto, la discarica di Castellino non è stata messa in sicurezza, il centro specialistico oncologico mai visto, gli idrovolanti di Santa Maria al Bagno esistono solo nelle loro fantasie, i bambini nati a Nardò sono pari a ZERO; falsità infine anche nella vendita del gerontocomio. E ancora: nessun coinvolgimento dei cittadini, innumerevoli cambi di partito (da sinistra a destra alla Lega), centro storico desolato, giovani e associazioni presi in considerazione solo se "obbedienti", fasce deboli sfruttate a fini elettorali, e tanto altro ancora.
Di questi giorni poi le dimissioni dell’assessore Giulia Puglia, da sempre al fianco di Pippi Mellone e cresciuta con e grazie a lui, figura storica della “pseudo-rivoluzione". Cosa resta alla città? Nessun vantaggio nell'offerta scolastica, soppressione di un polo scolastico, divisione caotica dei plessi con ripercussioni su insegnanti e studenti, demolizione dell'edificio di via XX settembre e mezza città lasciata senza scuola media, tassa di igiene ambientale aumentata a fronte di un servizio non sempre decente. Improvvisamente, giusto dopo quasi 10 anni, anche Giulia Puglia si sveglia e dichiara di non condividere le scelte fatte e il percorso politico intrapreso dal sindaco e dai suoi stretti amici; una dichiarazione molto forte che, per quanto generica, è la conferma di quello che ho sempre sollevato, insieme a tanti altri, da dieci anni ad oggi. Hanno amministrato la città prendendo scelte economico-sociali disastrose, spiegate (si fa per dire) con una politica autoreferenziale e non come servizio alla città, distribuendo interessi e favori a chi di loro convenienza.
Di tutto questo oggi si ha finalmente la prova, messo nero su bianco da chi ha governato questa città insieme al sindaco Mellone! Peccato che le stesse riflessioni siano state sollevate per anni dal sottoscritto, e non solo, e che spesso è stato etichettato, deriso e bollato come “i soliti dell’opposizione, rosiconi, criticoni” e vari copia e incolla.
Attitudine questa molto discutibile, quasi da "bulli", tipico di chi ha governato malamente, con pericolosi e gravi atteggiamenti che si ritrovano ancora oggi nelle parole di amministratori in carica nei confronti della loro ex collega! Amministratori che sono anche genitori e che si presenteranno ancora con i loro finti sorrisi a prendere in giro i cittadini di Nardò.
Paolo De Benedittis