NARDO' - "Stamattina abbiamo tenuto i lavori della VII commissione consiliare (controllo e garanzia), da me convocata per fare piena luce e ottenere chiarimenti puntuali da parte del sindaco e dei dirigenti dei settori lavori pubblici e patrimonio sull’ex mercato coperto di via Pellettieri".
"Un immobile pubblico che, tra il 2015 e il 2016, grazie a un finanziamento di 1 milione e 50mila euro ottenuto dall’amministrazione dell’epoca, è stato completamente restaurato e restituito alla città come spazio moderno e polifunzionale: sale convegni, concerti, sfilate di moda, esposizioni, attività per bambini, giovani e persone con abilità diverse.
Eppure - continua Lorenzo Siciliano, consigliere comunale - nonostante siano trascorsi ben 8 anni dalla fine dei lavori, questo spazio storico e centrale è rimasto chiuso, sottratto alla comunità e lasciato al degrado.
Nel frattempo, bande di incivili lo hanno quotidianamente deturpato, approfittando anche della scarsa illuminazione e degli inesistenti controlli nel centro storico da parte del Comune di Nardò.
Dopo anni di totale inerzia amministrativa, improvvisamente, pochi giorni fa, è comparsa una richiesta di assegnazione da parte di una cooperativa di recentissima costituzione, con sede legale a Taranto ma gestita da tre persone di Nardò.
A seguito di questa richiesta, il Comune ha pubblicato un avviso concedendo soltanto 15 giorni di tempo ad eventuali altri interessati per presentare manifestazioni di interesse analoghe.
La commissione di oggi è stata partecipata esclusivamente dai consiglieri comunali di opposizione ed è stata disertata dai consiglieri di maggioranza, dal sindaco e – fatto ancor più grave – dai dirigenti invitati, che avrebbero dovuto essere auditi proprio sullo stato dei luoghi dell'ex mercato coperto e sulle ragioni di un immobilismo durato quasi 10 anni.
Assenze e boicottaggi che si ripetono da 10 anni e che dicono tutto del modo di governare di questa gente.
Non aver mai predisposto un bando pubblico serio, con requisiti chiari e una visione strategica per il futuro di questo bene, ha di fatto consentito che iniziative private si inserissero nel vuoto decisionale dell’amministrazione.
Il Comune, infatti, non ha mai detto cosa vuole farne dell’ex mercato coperto, quali finalità intende perseguire, né come intende valorizzarlo per creare opportunità per i giovani e per le tante associazioni virtuose del territorio, spesso costrette a cercare altrove spazi e riconoscimento.
E allora le domande sorgono spontanee.
Com’è possibile che una cooperativa con sede a oltre 120 chilometri fosse a conoscenza di questa opportunità, ignorata per anni dalla stessa amministrazione?
Perché non si è mai partiti da un percorso pubblico, trasparente e aperto alla città?
A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.
E se fino a ieri non ci spiegavamo come fosse possibile tutto questo, oggi il quadro è fin troppo chiaro: tra i tre componenti della cooperativa, infatti, una è la sorella del portavoce del Sindaco Mellone e un’altra è la madre di un soggetto molto vicino all’attuale amministrazione.
Elementi che impongono una riflessione seria, perché quando si parla di beni pubblici, il tema non è solo cosa accadrà, ma come si è arrivati fin qui e con quali premesse.
E il timore, fondato, è che si stia ripetendo un copione già visto: procedure frettolose, assenza di una visione pubblica e il rischio concreto che, ancora una volta, a beneficiare della gestione di spazi pubblici siano soggetti legati, direttamente o indirettamente, all’area di potere che governa la città.
Noi continueremo a vigilare e a pretendere trasparenza e legalità, perché i beni pubblici appartengono a tutti e non possono diventare terreno per pochi" conclude Lorenzo Siciliano, capogruppo PD.