NARDO' - Ormai tre, quattro nomi, sono sulla bocca di tutti i neritini. La città andrà ragionevolmente al voto alla fine del mandato di Pippi Mellone (2027) che ha toppato ogni appuntamento elettorale per lasciare in anticipo Palazzo Personè. Intanto la sua delfina, Maria Grazia Sodero, è già prontissima e le liste al suo servizio scalpitano. Altrove si brancola nel buio. Ed è già molto tardi per pensare di sfidare Sodero con qualche possibilità di farcela.
Il mellonismo, ormai assurto a componente politica autosufficiente, ha dimostrato di avere numeri tali da poter funzionare persino come maggioranza ed opposizione. Ci spieghiamo: se i melloniani si spaccassero in due (l'ultima volta, nel 2021, hanno sfiorato il 75%) una propria componente potrebbe raggiungere un eventuale ballottaggio e vincere le elezioni.
Piaccia o no il mellonismo ha creato una propria classe dirigente in dieci anni di governo. La vicesindaca Sodero è da molti mesi investita alla successione di Mellone che, forte della sua adesione alla Lega, spera di spuntare un seggio in Parlamento.
Dall'altra parte... non si capisce niente. Altre tre donne vengono spesso nominate come possibili antagoniste, come potenziali candidate sindaco. Due medici, Graziana Ronzino e Antonella Vergari, sono spesso indicate come possibili candidate a sindaco dell'area progressista (PD in primis la Ronzino) e dell'area moderata (la Vergari, già candidata fittiana alla Regione). Due belle persone.
Poi si parla tanto anche di una outsider degnissima che sorge dalla parte civica, l'avvocatessa Anna Sabato, che sarebbe gradita ad un'area liberal che si pone al centro tra progressisti e conservatori.
Insomma, pare proprio che Nardò possa avere sindaco e capo dell'opposizione di sesso femminile.
In questo scenario che cosa o chi diventa, automaticamente, "rivoluzionario"?
Un candidato di sesso maschile.
Marcello Risi, ex sindaco, non sembra proprio disposto ad immolarsi soprattutto perché ognuna delle tre potenziali candidate appena nominate di fatto lo esclude per forte vicinanza.
Maurizio Leuzzi prende punti ogni giorno ma anche in questo caso l'area di appartenenza lo rende troppo vicino alla triade nominata.
Ecco l'idea che il Lupo (Gianpiero), a questo punto, possa essere intrigante.
Profondissimo conoscitore del mellonismo, per essere stato influente assessore del sindaco uscente, sta tessendo trame politiche interessanti.
Anche la fuoriuscita dalla giunta di Mellone della brava e attiva (ex) assessora Giulia Puglia parrebbe una operazione riconducibile al suo gruppo.
L'innesco, causato proprio da due ex assessori di Mellone, Lupo e Puglia, potrà essere viatico di una campagna elettorale più frizzante dell'ultima che ha visto la macellazione del centrosinistra da parte delle truppe mellonate?
Onestamente ci speriamo. Ed, allora, in bocca al Lupo!