NARDO' - Ancora molte "figure retoriche" e immagini "forti", al limite della caricatura, utilizzate dall'ex assessore Mino Natalizio per dipingere il sindaco Marcello Risi che, dal 2009 ad oggi, ha fatto il primo tentativo di strappare alla San Giorgio - Tributi Italia con un accordo-transazione le carte degli accertamenti che sono di proprietà del Comune di Nardò. Leggete e parlatene tutti, anche nei pittaci.
NOTA DI MINO NATALIZIO
Risi farebbe bene a togliersi le vesti virginali, che veramente poco gli si addicono, e dovrebbe cominciare ad assumersi le responsabilità che gli competono. Serve veramente a poco dire nel 2012 che non si era d’accordo con le scelte operate nel 2005 quando venne dato incarico alla S. Giorgio.
L'attuale primo cittadino allora era vicesindaco e avrebbe potuto e dovuto dire quello che secondo lui non andava. Se questo non è accaduto all'epoca, oggi è lecito pensare che abbia taciuto o per conservarsi la poltrona o perché era d’accordo con quanto l’Amministrazione, di cui era autorevole rappresentante, stava portando avanti.
Sempre in quella occasione avrebbe potuto e dovuto dire che smantellare l’Ufficio tributi del Comune poteva rappresentare un problema per il futuro. Oggi è veramente troppo tardi ed il suo intervento rischia di risultare solo patetico, oltre che dimostrare la sua scarsa capacità di programmazione.
Al di là di ciò che è avvenuto in passato, comunque, Risi dimentica di essere al suo secondo anno di mandato di sindaco, e che lui stesso avrebbe potuto e dovuto muoversi per recuperare le banche dati e il carteggio, oltre che per rimediare alle “scelleratezze” che lui dice essere state commesse solo da altri. Come suo solito, però, preferisce praticare l'arte che gli riesce meglio: "il traccheggio".
Il sindaco, piuttosto che scaricare le colpe sugli altri dipingendosi come un novello "Putto", avrebbe fatto bene ad agire in via giudiziaria contro la Tributi Italia anziché creare oggi, con il nuovo incarico, una "copia" di quanto già affidato con pubblica gara alla Cerin.
Se Risi avesse, infatti, richiesto le banche dati, come hanno già fatto altri Comuni "colpiti" dalla ex San Giorgio, oggi il Comune di Nardò non dovrebbe cedere ai ricatti di nessuno e potrebbe risparmiare quanto, invece, il responsabile del governo cittadino vorrebbe riconoscere alla Tributi Italia.
Il magazziniere, per usare la metafora risiana, oggi bussa nuovamente alle porte dei neritini. Ma cosa, e soprattutto quanto egli possa portare in dote, rimane tutto da dimostrare. Sempre che a Risi non servano solo i numeri per quadrare il bilancio ed il resto sia solo, e come al solito, fumo negli occhi.
Mino Natalizio