NARDO’. UNITI VERSO LE PROSSIME AMMINISTRATIVE
Archiviato il primo turno del voto delle amministrative 2026 con risultati che hanno prevalentemente premiato candidati con un forte radicamento nei rispettivi comuni, la partita si sposta ora ai ballottaggi e poi sul campo delle amministrative 2027.
Il turno 2027 è quello che riguarda direttamente i cittadini di Nardò, i quali fra aprile e giugno del prossimo anno saranno chiamati a scegliere il nuovo sindaco.
Non ricandidabile il sindaco uscente per raggiunto limite del doppio mandato, l’area rimasta vicina all’attuale sindaco Mellone potrebbe optare per una scelta interna. Strada facendo Mellone ha perso per strada diversi assessori di gran peso elettorale (praticamente un’intera giunta), sta avendo più difficoltà del previsto a comporre le liste e non potrà più contare sul sostegno più o meno “clandestino” di Regione e Provincia.
Il quadro è tornato quello della partita “aperta”, che favorirà la coalizione capace di presentarsi più coesa e più attrattiva.
Moltissimi cittadini sperano fortemente in una alternativa di autentico cambiamento. La mia opinione è che siano la maggioranza, ma il responso ultimo come sempre lo daranno le urne.
L’aria che tira è quella di una Città abbastanza stanca e delusa da Mellone. Decine e decine di milioni di euro spesi in opere pubbliche, ma con gravissimi errori di gestione e di programmazione.
Si è data priorità a improbabili e costosissime piste ciclabili e si è lasciato all’ultimo il nuovo palazzetto dello sport.
Si sono costruite nuove scuole nei quartieri dove già c’erano e sono state abbattute quelle esistenti in quartieri che ora sono privi.
Si sono fatte assunzioni a iosa (molte camuffate con il ricorso alle agenzie interinali), ma il risultato è stato una crescita esponenziale dei costi del personale e una riduzione della produttività. I dipendenti comunali che non si piegano alle volontà politiche meno nobili vengono trasferiti con atti assai discutibili. E’ un andazzo davvero abbastanza schifoso. E va spezzato.
Si è dilapidata una mole incredibile di denaro pubblico in statue del toro, rotatorie e fontane, tagliando su ambiente (discarica dei rifiuti di Castellino abbandonata), decoro urbano (i turisti e i residenti sono sempre più increduli davanti alle erbacce alte oltre un metro che infestano ogni angolo della Città), manutenzione (il manto stradale e il basolato, in più zone, sono delle vere e proprie emergenze), trasporto pubblico (si procede alla cieca e senza programmazione)
Tutte le tasse comunali sono al massimo. I cittadini pagano sempre di più eppure il debito del comune cresce paurosamente. A palazzo di Città o sono incompetenti o sono qualcos’altro.
Nelle marine il caos è diventato la regola. Il traffico soffoca il litorale e l’assenza di parcheggi è diventata cronica. Crescono i disagi, mentre il comune fa cassa con multe a gogò. Gli introiti delle multe servono a sostenere spese inutili e, spesso, di natura clientelare.
Gli imprenditorie e i commercianti, eccetto pochi privilegiati, si sentono abbandonati. E’ completamente venuta meno la fiducia nelle istituzioni comunali.
Il piccolo commercio, che patisce in verità una crisi che non è solo cittadina, avverte lontananza e soffre distacco.
Il nuovo piano urbanistico è fermo dov’era dieci anni fa. Si procede per varianti, con molti dubbi sulla trasparenza e sulla linearità delle scelte.
E’ normale che ci sia tanta voglia di ordine e di cambiamento.
Potrà venire solo da una alleanza civica “Per Nardò” alla quale si è cominciato da tempo a lavorare. Campo progressista e campo moderato uniti per restituire alla Città un progetto di amministrazione solido, aperto, lungimirante.
Il primo presupposto: stare uniti per sconfiggere il passato che ci ha ridotto così in basso.
Il primo obiettivo: riportare Nardò al centro della provincia e della regione.
Avrà come pilastri la crescita, la solidarietà, il decoro, la legalità.
E sarà davvero tanto importante e tanto decisivo poter contare sul protagonismo e sull’entusiasmo di energie nuove.
I cittadini pensano che si possa fare. Siamo convinti anche noi.
Marcello Risi