NARDO' - “Non è possibile imbarcare tutto e tutti, questo partito non ha avuto una strategia”. La tecnica della "tonnara", di pescare tutto e tutti pur di riempire la stiva, non rappresenta un percorso vincente secondo l'ex onorevole.
L'onorevole Rino Dell'Anna è pronto a tornare in pista e riemerge dalle polveri della caduta del castello centrista dopo oltre un anno di “esilio” spontaneo. E critica innanzitutto la strategia di fare dell'Udc locale una “tonnara” che ha pescato di tutto pur di crescere e poi esplodere.
“La confusione che regnava all'interno dell'Udc locale sin dal periodo elettorale – dice l'ex sindaco - mi ha visto poco attento alle dinamiche comunali. Allora ebbi a dire ai dirigenti a tutti i livelli che il partito poteva raccogliere consensi ma non essere attore principale di un progetto politico. Oggi, a distanza di un anno e mezzo, quelle crepe si sono evidenziate in tutta la loro sua drammaticità per cui oggi la situazione del partito è catastrofica”.
Il riferimento va alla lista fatta solo per caricare voti a palate, alle segnalazioni per l'esecutivo fatte senza strategia. Ed oggi “non si possono distribuire prebende a tutti – dice facendo riferimento al congresso che ha consentito nuove acquisizioni non organiche al partito – e non si può fare procacciamento di persone affidando ruoli a destra e a manca. L'Udc ha i requisiti per essere primo attore nella società ed é un peccato che non sappia sfruttare questa possibilità.
Per quanto riguarda Nardò – continua Dell'Anna - questa superficialità con cui si vive la fase politica provocherà tensioni ed instabilità amministrativa. Nardò sta vivendo momenti difficili su temi importanti e c'è molta difficoltà ad individuare soluzioni; pensiamo alla materia ambientale, alle infrastrutture, al sociale. Ci sono situazioni critiche per ciò che riguarda lo sviluppo economico, una palese inadeguatezza della macchina amministrativa”.
L'impressione è che Dell'Anna sia disposto a rimboccarsi le maniche sin da subito, anche coadiuvando l'azione politica del sindaco Risi. Insomma, che non voglia distruggere ma collaborare anche ad una ripresa dell'azione amministrativa.
E anche l'Udc, per l'ex sindaco, è in coma ma si può salvare: “al di là della sigla e delle dichiarazioni fini a se stesse – conclude – bisogna leggere i bisogni della gente, progettarne le soluzioni e realizzarle. Ciò dev'essere al primo posto tra gli impegni di un uomo politico”.
PENSIERI IN ORDINE SPARSO (MA INTERESSANTI E UTILI PER CHI MASTICA POLITICA)
la confusione che regnava all'interno dell'Udc locale mi ha visto poco attento alle dinamiche comunali già nel periodo elettorale ebbi a dire ai dirigenti a tutti i livelli poteva raccogliere consensi ma non attore principale di un progetto politico. oggi a distanza di un anno e mezzo quelle crepe si sono evidenziate per cui in tutta la sua drammaticità per cui oggi la situazione del partito è catastrofica. spero che gli stessi a cui ebbi a dire che le cose non sarebbero andate bene oggi rimedino e ne facciano tesoro.
al di là della sigla è un partito ed io in quanto uomo del partito lo posso dire, non ha bisogno di sigle e dichiarazioni per poter esercitare il suo ruolo ma. deve, sia a livello, locale regionale e nazionale, leggere i bisogni della gente, progettarne le soluzioni e realizzarle.
un partito che della progettualità di governo, in quanto ne ha i costrutti per essere tale, dev'essere al primo posto del suo impegno, facendo riferimento e utilizzando le migliori energie di cui potrebbe disporre.
non si tratta di imbarcare di tutto e di più ma di darsi una strategia e alla luce di quanto si sta immaginando a livello nazionale, un partito che si cala nel sociale e che vuole essere protagonista nell' affrontare le difficile sfide che si vedono all'orizzonte deve crearsi e selezionare la struttura di gestione del partito, individuare le persone che hanno capacità di governare e rappsentare il partito a tutti i livelli, calarsi tra la gente e vivere con la gente. a livello periferico serve per poter capire quali sono i bisogni reali ed impegnarsi a risolverli.
non si possono distribuire prebende a tutti, non si può fare procacciamento di persone affidando ruoli a destra e a manca. ha i requisiti per essere primo attore nella società, é un peccato che non lo sappia sfruttare. per quanto riguarda Nardò questa superficialità con cui si vive la fase politica provocherà tensioni ed instabilità amministrativa.
Nardò sta vivendo momenti difficili e su temi importanti ad individuare soluzioni, pensiamo a materia ambientale, infrastrutture, sociale. ci sono situazioni critiche come lo sviluppo economico, e l'inadeguadezza della macchina amministrativa.