NARDO' - Un intervento interessante. Vediamo che succederà.
CAMBIARE, STAVOLTA, SI PUO’
Sono trascorsi sei mesi dall’incontro del 5 marzo al Chiostro dei Carmelitani dove decidemmo di mettere in moto la macchina che fra meno di un anno darà alla nostra Città una nuova amministrazione.
Si percepisce sempre più fra i cittadini una forte richiesta di cambiamento vero, autentico.
Dopo dieci anni di costosissime frottole melloniane (ma come hanno fatto Mellone e Sodero a spendere cinquecento milioni di euro? Ma, soprattutto, dove li hanno spesi?), è il momento di passare dall’amministrazione dei “selfie” ad un governo cittadino che sappia dialogare e con il quale potersi confrontare.
Lo possiamo dire: quanto hanno stancato quei “selfie”!
E poi, quanto sono monotoni: sotto ogni “selfie” le battute più infantili e ridicole che si possano sentire. E solo loro sanno come si fa, e quelli di prima non hanno fatto niente, e altri ridicoli birignao senza capo né coda.
Si vede che non sanno niente della nostra Città. E si vede che sono arrivati al potere senza aver mai lavorato prima.
Hanno desertificato il tessuto produttivo e commerciale di Nardò. Certamente ha contato anche la congiuntura economica.
Ma quante scelte sbagliate di Mellone e Sodero. Ne cito una per tutte. E’ ragionevole trasformare la zona fra Via Volta e Via Incoronata in un’area di quattro grandi supermercati? Senza un confronto, senza una discussione, senza preoccuparsi delle ripercussioni su chi da decenni fa una fatica straordinaria e paga tasse su tasse per mantenere attività commerciali e artigianali di vicinato?
Per favorire i grandi gruppi si prendono a martellate i cittadini che hanno rappresentato per una vita i luoghi pulsanti del commercio cittadino. E’ una decisione scellerata.
Lo chiedo a Mellone e Sodero: siete davvero convinti che sia la scelta giusta?
La città deve essere amministrata da donne e uomini competenti, che abbiano a cuore il futuro della Città e la sua crescita.
Il lavoro è già cominciato. Il centrosinistra ha lavorato anche in pieno agosto. Si percepiscono l’entusiasmo e la consapevolezza di dare vita ad una grande e larga coalizione.
Non scendiamo in campo per arrivare secondi. Scendiamo in campo per vincere.
E questo sarà possibile soprattutto per le tante nuove energie che stanno decidendo di metterci la faccia. Ma anche perché l’infaticabile e difficile impegno dei consiglieri comunali di minoranza ha permesso in questi anni complicati di mantenere viva la strada del rinnovamento. Dobbiamo essere molto grati a loro. Anche perché troppe volte li abbiamo lasciati soli.
Sappiamo bene che solo la vittoria di una nuova coalizione potrà consentire alla Città la tanto attesa svolta sull’offerta sanitaria, sull’ambiente, sullo sviluppo economico, sulla qualità degli edifici scolastici, sul nuovo piano urbanistico, sugli impianti sportivi, sul centro storico, sulle periferie, sulle frazioni, sui servizi ai cittadini.
Dieci anni di potere tutto concentrato sull’autoconservazione e su pratiche di gretto clientelismo hanno prodotto una scia interminabile di disastri.
Sull’ex ospedale Sambiasi il comitato guidato dal dottor Gerardo Vallone si è di fatto sostituito ad amministratori mai pervenuti.
Da Castellino alla qualità dell’aria, l’ambiente è sparito dall’agenda del comune.
Centinaia di studenti frequentano scuole senza palestra.
L’amministrazione uscente ha trovato quartieri con scuole e palestre e ha mandato le ruspe.
La vicesindaco Sodero si vanta tanto della statua del toro, biglietto da visita all’ingresso di Nardò.
Ma a che serve la statua del toro se poi la squadra di calcio deve rinunciare alla serie C perché lo stadio non è regolamentare?
Con gli altri sindaci, quando il Nardò vinceva il campionato approdava in serie C festeggiando (è accaduto nel 1965 e nel 1998): si giocava a Nardò, nel nostro stadio, con il nostro pubblico, con le nostre bandiere.
Se non sanno come si fa, si mettano a studiare quello che hanno fatto i sindaci che li hanno preceduti.
La nostra, dicevo, sarà una coalizione larga. E’ l’auspicio di tanti, è il desiderio di chi vuole respirare aria nuova, è il sogno di chi in questi anni non si è rassegnato.
Vi faranno parte le sensibilità progressiste e ci saranno i tanti moderati che non si riconoscono in chi ha così male amministrato.
E poi Nardò non può permettersi ancora un sindaco che non abbia fatto prima alcun lavoro in vita sua. Amministrare una grande Città è un’incombenza molto seria. Altra cosa è spalmarsi in continuazione di “selfie”.
La Città deve girare pagina. Dobbiamo chiamare all’impegno i tanti giovani che lavorano, che studiano e che si danno da fare in questa città. Basta con i politicanti di mestiere.
Chiamiamo all’impegno i giovani più entusiasti e più capaci. Nardò non può permettersi il lusso di tenerli ai margini della vita amministrativa. Sono una ricchezza che va messa subito in campo.
Tanti giovani che studiano nelle università del nostro paese coltivano il sogno di lavorare e vivere nella loro Città. La politica non si volti dall’altra parte. Li cerchi e li ascolti.
Sui sogni dei giovani dobbiamo scrivere l’agenda delle cose da fare.
Marcello Risi