NARDO' - "Il sindaco annuncia il McDonald’s come l’ennesimo trofeo. Ma non è un’insegna che dobbiamo discutere. Sono le scelte che ci stanno dietro".
Da anni questa amministrazione persegue una precisa idea di “sviluppo”: grande distribuzione, grandi superfici, varianti al PRG in favore di società edilizie e nuovo consumo di territorio.
Tre grandi insediamenti della grande distribuzione concentrati, di fatto, nella zona Sud della città. E mentre i piccoli negozi fanno sempre più fatica, la risposta è ancora la stessa: altra grande distribuzione, altra pressione sulla viabilità, altro commercio spostato verso le periferie.
Adesso anche McDonald’s - simbolo del capitalismo - viene celebrato come una conquista.
E naturalmente, come per ciascun indigesto impatto sulla Città, arriva l’esca: le assunzioni.
Il lavoro è una cosa seria. Proprio per questo non può diventare lo slogan con cui si fa digerire qualsiasi scelta urbanistica. E in questa Città una domanda sulle assunzioni è tutt’altro che fuori luogo.
Nel 2025 tutti i giornali hanno riportato alcune intercettazioni telefoniche riguardanti un’inchiesta della Procura raccontando anche il coinvolgimento di Pippi Mellone nella vicenda relativa all’apertura di un supermercato a Nardò. Secondo la ricostruzione del quotidiano, nelle conversazioni si sarebbe discusso dell’opportunità di dare parere positivo a una nuova attività di un imprenditore amico a ridosso delle elezioni, perché “in campagna elettorale fa sempre comodo”.
Non facciamo processi e non emettiamo sentenze.
Ma una domanda politica la facciamo: quando arriveranno le assunzioni del nuovo McDonald’s, saranno selezioni trasparenti, basate sulle competenze e aperte a tutti, senza segnalazioni e senza padrini?
Noi lo pretendiamo.
Perché un posto di lavoro non è un favore del sindaco. È un diritto.
E c’è un’altra questione che questa amministrazione non può continuare a nascondere dietro le inaugurazioni. Il PUG.
Da dieci anni ce lo annunciano come imminente. Da dieci anni! E intanto continuano le varianti al vecchio PRG.
È una contraddizione enorme: mentre si promette un nuovo piano urbanistico capace di ridisegnare organicamente Nardò, si continua a trasformare la città un pezzo alla volta, variante dopo variante.
Prima si dovrebbe decidere che città vogliamo. Poi scegliere quali investimenti sono compatibili con quella visione.
Qui sembra accadere l’opposto: Arriva l’investimento del privato e la città viene piegata ad esso.
Noi questa politica la contestiamo da anni.
Non siamo contro le imprese. Non siamo contro il lavoro. Siamo contro una città progettata intorno alle grandi superfici mentre il commercio di prossimità viene lasciato morire.
Nardò non ha bisogno di essere riempita di insegne per dimostrare di essere cresciuta.
Ha bisogno di una visione che tenga per mano le famiglie e le piccole attività strozzate da un’amministrazione sorda di fronte al peso della crisi economica quotidiana vissuta da migliaia di neretini.
E dopo dieci anni di governo, quello che vediamo non è un progetto di città. È una somma di occasioni. Per chi, lascio a voi valutarlo. Varianti, supermercati, grandi marchi, inaugurazioni.
Ma una città non si governa inseguendo ciò che arriva. Si governa decidendo dove vuole andare.
Lorenzo Siciliano
Consigliere Comunale
Capogruppo Partito Democratico