Decine di abitazioni al pianterreno si sono allagate. Mobilio da buttare, animali d'affezione dispersi, negozi chiusi, auto danneggiate, scooter portati via dall'acqua torrenziale, scuole in fortissima difficoltà e con esser insegnanti, personale, famiglie. Le strade si sono trasformate in fiumi in piena. Non regge più niente a causa dell'esagerato consumo di suolo. La città non drena più niente.
IL PARERE DI LORENZO SICILIANO, CONSIGLIERE COMUNALE
NARDÒ NON PUÒ AFFOGARE OGNI VOLTA CHE PIOVE
Oggi Nardò si è allagata. Per l’ennesima volta.
Strade trasformate in fiumi, attività commerciali, abitazioni in difficoltà e famiglie che non sono state in grado neppure di portare i propri figli a scuola.
E qualcuno dirà che è colpa della pioggia.
No.
La pioggia è un fenomeno naturale. Gli allagamenti sistematici sono anche una questione di prevenzione, manutenzione, programmazione e governo del territorio. Perché c’è un altro tema che non possiamo continuare a ignorare: il consumo di suolo.
Ogni volta che si impermeabilizza altro territorio, si riduce la capacità naturale del terreno di assorbire l’acqua. E più superficie cementificata significa più acqua che, durante precipitazioni intense, deve essere raccolta e smaltita rapidamente.
Per questo anche sul fronte delle scelte urbanistiche, come abbiamo denunciato anche negli scorsi giorni, questa amministrazione ha clamorosamente fallito e fatto prevalere il partito del cemento alla tutela del suolo e quindi della vita delle persone.
E allora la domanda è semplice:
CHE COSA È STATO FATTO IN QUESTI DIECI ANNI PER AFFRONTARE SERIAMENTE IL RISCHIO IDRAULICO A NARDÒ?
Perché governare non significa soltanto inaugurare opere, fare video e tagliare nastri.
Significa anche fare quello che non si vede: pulire caditoie, manutenere il sistema di drenaggio, intervenire sui punti critici e programmare opere di prevenzione.
Sono cose meno spettacolari di una rotatoria, di un toro di ferro o dell’ennesimo video che rende simpatico il sindaco.
Ma quando arriva l’acqua, sono quelle che fanno la differenza.
E oggi c’è una domanda ancora più importante.
COME SI INTENDE UTILIZZARE IL FINANZIAMENTO DI OLTRE 5 MILIONI DI EURO DESTINATO ALLA MITIGAZIONE DEL RISCHIO IDRAULICO?
Perché noi questo problema lo denunciavamo già anni fa, indicando proprio alcune delle zone più esposte: zona stadio, largo Cimitero, Via XXV Luglio.
Oggi, dopo anni, siamo ancora qui.
Per questo presenterò nelle prossime ore un’interrogazione consiliare per chiedere conto di interventi, manutenzione, punti critici e soprattutto del cronoprogramma delle opere.
Perché una città moderna non è quella che viene raccontata nei post di Facebook da paese dei balocchi.
È quella che funziona quando piove. Che garantisce sicurezza a famiglie, attività e scuole che non devono essere costrette a vivere la paura di attraversare la Città quando il cielo è grigio.
Oggi non è caduta soltanto tanta acqua. È caduta anche l’ennesima scusa. Adesso tocca alle risposte!