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LA NOVITÀ POLITICA - A Cristian Casili (M5S) interessa il futuro di Nardò

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NARDO' - E propone le primarie del centrosinistra che, al momento, sembrano un escamotage per stoppare le candidature provenienti dalla società civile e favorire quelle che provengono già dalla politica. A questo punto diventa fondamentale la decisione del Partito Democratico, attesa a giorni.

Amministrative Nardò. Casili (M5S): “Definire la data delle primarie e avviare il percorso partecipato per il programma”
Nota del consigliere regionale e vicepresidente della Regione Puglia Cristian Casili

Nardò ha bisogno di una nuova stagione politica e per costruirla bisogna avere il coraggio di mettere da parte personalismi e interessi di parte. Lo dico con chiarezza, perché credo che il tempo delle attese sia finito. Non c’è più tempo da perdere, occorre definire insieme le regole delle primarie e avviare contemporaneamente un percorso pubblico e partecipato per costruire il programma della città.
Già a giugno avevo proposto alla coalizione di ricorrere alle primarie qualora non fossimo riusciti a trovare una sintesi su una candidatura condivisa. Avevamo stabilito tempi e passaggi precisi. Tempi che non sono stati rispettati. Ad agosto, le stesse segreterie politiche hanno ribadito la necessità di avviare questo percorso. Eppure, ancora oggi, nulla si è concretizzato. Non possiamo continuare a rinviare scelte importanti perché qualcuno resta troppo legato al proprio candidato.
Le primarie non devono diventare una contesa e una conta tra gruppi, né una caricatura della partecipazione democratica. Devono essere esattamente il contrario: uno strumento per coinvolgere le persone, aprire il confronto, far emergere idee, competenze e sensibilità diverse. Il vero tema non è chi sarà il prossimo candidato sindaco, ma quale Nardò vogliamo costruire.
Una città che cambia non può limitarsi a subire trasformazioni decise dall’alto, senza un disegno organico, senza confronto, senza una visione condivisa del proprio futuro. Ed è esattamente quello che è successo in questi ultimi 10 anni di autoreferenzialità amministrativa. Abbiamo bisogno di riportare i cittadini al centro delle decisioni, di ascoltare i giovani, di coinvolgere le migliori energie e competenze della nostra comunità. Di tornare a parlare di lavoro, servizi, ambiente, sviluppo, qualità della vita, diritti e opportunità. Abbiamo bisogno di una politica che torni a discutere, anche animatamente, ma che sappia trovare una sintesi nell’interesse generale. Che non abbia paura del confronto e che non consideri la partecipazione un fastidio.
Non si può pensare di superare un modello amministrativo fondato sull’uomo solo al comando riproponendo, al nostro interno, logiche personalistiche. Questo sarebbe il primo errore. Una coalizione non può nascere semplicemente sommando sigle o candidature. Deve riconoscersi in un progetto, in valori condivisi, in un metodo e soprattutto nella volontà di restare unita. Anche le donne e gli uomini che sceglieranno di candidarsi al Consiglio comunale devono sentirsi protagonisti di questa costruzione, di un’esperienza politica e amministrativa che non si esaurisca il giorno dopo l’esito elettorale.
Il Movimento 5 Stelle è pronto a fare la propria parte, con lealtà e responsabilità. Ma non siamo interessati a partecipare a una competizione fine a sé stessa, senza una reale ambizione di cambiamento e senza un progetto capace di andare oltre l’appuntamento elettorale.
Non ci interessano le battaglie per qualche posizione in più. Ci interessa il futuro di Nardò.
Perché prima di chiedere ai cittadini di credere in un’alternativa, dobbiamo dimostrare noi di crederci davvero. E di essere capaci di costruirla insieme.