Politica

"Neritini presi in giro da Risi". I consiglieri del Pdl chiedono le dimissioni del sindaco

Stampa

NARDO' - Il blocco dei reparti di Medicina e Geriatria dell'ospedale "San Giuseppe-Sambiasi" di Nardò sancisce la chiusura definitiva, o quasi, del nosocomio neritino. Ora rimane solo il reparto di Lungodegenza e delle quattro specialità di base non c'è più traccia. Dura la reazione dei consiglieri Pdl a Palazzo Personè: "Neretini presi in giro da Risi".

 

"Con il triste epilogo di oggi - spiegano i consiglieri Mirella Bianco, Cesare Dell'Angelo Custode e Alessandro Presta - la città di Nardò paga il conto di una inesistente presenza istituzionale della politica cittadina degli ultimi due decenni. Quando a Bari hanno deciso il destino di decine e decine di ospedali pugliesi, facendo valere (poco) il peso dei numeri e (molto) quello delle influenze politiche, la classe politica neretina a tutti i livelli ha scelto un comodo eclissamento da questa partita. E oggi inevitabilmente raccogliamo il frutto di quanto seminato, cioè niente, la chiusura di una struttura antichissima, utile e funzionante".

"Ma c'è chi ha fatto di più, sostituendo alla proverbiale inerzia uno spudorato attivismo elettorale dimostratosi poi falso. Marcello Risi, che da candidato sindaco un anno e mezzo fa millantava pubblicamente relazioni con il governo regionale utili a salvare il nostro ospedale dalla scure dei tagli, in realtà ha silenziosamente accompagnato la sua chiusura. Marcello Risi, che per mesi ha sbandierato il vessillo ideologico della difesa del "San Giuseppe - Sambiasi", in realtà ha solo strumentalizzato le aspettative e i bisogni di una città intera. Marcello Risi, che non è mai sceso in campo accanto al fronte di opposizione popolare guidato da Spes Civium e addirittura dal vescovo Caliandro, ha svelato clamorosamente quella che è la gigantesca bufala di un sindaco incapace e di un neritino senza orgoglio. Risi ha consapevolmente mentito ai neretini, ha fallito. Per questo, gli chiediamo da cittadini prima ancora che da consiglieri comunali, di rassegnare le dimissioni".