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Se dal villaggio dei Cafari passa una strategia politica. La nota di Azione e Rinnovamento e la presa di posizione di Flavio Maglio contro il progetto

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NARDO' - Tutti pronti per buttare in mare il progetto del villaggio “Costa dei Cafari”? Flavio Maglio ci prova, attribuendo le colpe dello "sdoganamento" del progetto al suo predecessore, Mino Natalizio, ma a sorpresa la "bacchettata" sulle dita dell'assessore all'Ambiente non arriva dall'opposizione quanto dal gruppo rappresentato da Salvatore Antonazzo, responsabile cittadino di Azione e Rinnovamento e che siede in Consiglio comunale tra i banchi della maggioranza. C'è una spiegazione in tutto ciò? Sicuramente sì: Antonazzo ed il consigliere provinciale Giovanni Siciliano hanno sposato una causa comune ("adottando" pienamente la sigla di Azione e Rinnovamento) dopo un tempestoso abbandono dell'Udc, partito nel quale Maglio continua a militare. Udc che, ora, ha assunto il ruolo del gregge disperso (ha solo tre consiglieri ma mantiene due assessorati "di peso") e che subisce gli attacchi di chi, probabilmente, vuole ottenere visibilità anche in giunta. Tutto ciò facendo salvo il convincimento del direttivo che i repentini dietro-front di Maglio vadano bacchettati. Insomma, è la politica babies!

 

La spintarella finale al progetto da sessanta ettari la dà l'assessore all'Ambiente Flavio Maglio, spesso visto come fumo negli occhi dai suoi predecessori per il suo non certificato pedigree da ambientalista, che in una occasione pubblica svela alcuni particolari che renderebbero il villaggio incompatibile con la visione d'insieme che l'Amministrazione ha del territorio di maggior pregio.

“Durante la redazione del piano del parco di Portoselvaggio – dice, più o meno, Maglio – ci siamo accorti di alcune incongruenze inspiegabili e che andranno immediatamente accertate non solo nell'area della lottizzazione ma nell'intera area del parco.

In sintesi pare che ci siano peculiarità botaniche e faunistiche proprio dove andrà a sorgere il villaggio. Emergenze ambientali e naturalistiche sono riscontrabili, ovviamente, nelle due aree, quella protetta e quella non protetta. Per le due perimetrazioni che sono omogenee, insomma, sarebbero stati usati metri di misura differenti.

Maglio fa riferimento a chi lo ha preceduto spiegando che non è per nulla detto che si debba confermare la volontà espressa di portare avanti un progetto sbagliato: la realizzazione del villaggio, secondo l'assessore, è un evento negativo per l'equilibrio attuale del territori del parco di Portoselvaggio - Palude del Capitano e sarebbe auspicabile, come minimo, un radicale ridimensionamento.

Sul villaggio – un megaprogetto su sessanta ettari “salvato” dalla precedente Amministrazione quando venne allargato il perimetro del parco – pendono le osservazioni della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le province di Lecce, Brindisi e Taranto – che espresso il parere, per quanto di sua competenza, in riferimento alla procedura di Vas attivata dalla Regione Puglia.
Ancor più pesante è la valutazione sul progetto effettuata dal Comitato per la tutela del paesaggio di Nardò: una decina di pagine di osservazioni con le quali si chiede, senza mezzi termini, il rigetto dell'istanza di pianificazione urbanistica.

Infine la parte politica per tradizione più sensibile: per il Sel parla il coordinatore del circolo Nove aprile, Angelo Cleopazzo: “Il Prg di Nardò, che prevede la lottizzazione in zona Cafari, è ormai obsoleto, considerato il mutato orientamento di tutta la politica regionale, che pone la tutela paesaggistica in primo piano rispetto alle altre politiche di sviluppo, agricolo, economico, edilizio e turistico”.

NOTA DI AZIONE E RINNOVAMENTO

Questione “Li Cafari”: Ancora una volta l’Assessore Maglio cambia le proprie idee.

Come gruppo di “Azione e rinnovamento” ci preme evidenziare lo strano comportamento dell’Assessore all’ambiente del Comune di Nardò che non manca, ancora una volta, di manifestare atteggiamenti contrari.

In particolare, segnaliamo quanto recentemente accaduto con riferimento alla questione “Li Cafari”. Sul punto, ed in via preliminare, preme evidenziare che Azione e Rinnovamento condivide pienamente la posizione assunta dalle associazioni ambientaliste e ritiene il progetto di forte impatto ambientale e territoriale, oltre che non consono all’idea di sviluppo turistico di Nardò il quale deve passare attraverso forme rigorose di tutela e conservazione dei beni ambientali e delle bellezze paesaggistiche.

Del tutto strano o, meglio, contraddittorio (come oramai ci ha abituati) è il ruolo assunto in questa vicenda dall’Assessore all’Ambiente del Comune di Nardò che, in un articolo apparso sulla stampa locale (sulla Gazzetta del Mezzogiorno Ndr), ha scaricato sui suoi predecessori la responsabilità della intera questione legata al progetto “Costa dei Cafari”, sostenendo la invasività in chiave ambientale dell’opera.

Vorremmo ricordare all’Assessore Maglio che lo stesso risulta tra i firmatari della delibera di Consiglio Comunale n. 12/2009 con la quale è stato deciso di dare inizio proprio all’iter procedimentale del progetto per la realizzazione dell’ecomostro in zona Cafari.

Lo stesso Assessore che, oggi, si scopre ambientalista e modifica il proprio intendimento ed il proprio convincimento.

Piacerebbe sapere cosa ha prodotto una tale redenzione dell’Assessore, così come piacerebbe che in amministrazione Comunale vi fossero persone dotate di senso di coerenza, affidabili nelle loro decisioni e, soprattutto, nelle loro convinzioni.

Il Direttivo Cittadino