Politica

Maggioranza alle corde: l'Udc (che fa capo alla segreteria di Marcello De Pace) pronto a staccare la spina

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NARDO’ – Il 2012 sta per spirare portandosi dietro una gestione non lineare della cosa pubblica unitamente ad un storico disordine e a tante elusioni amministrative.

E’ doveroso nell’intraprendere il nuovo anno e per il prosieguo legittimo di questa amministrazione fare il punto della situazione e risolvere alcuni focali interrogativi che tengono in piedi questa amministrazione.

Chi è l’attuale maggioranza e chi ne fa ufficialmente parte e da quali forze è sostenuta?

Nella notte nera tutte le vacche sono nere!

Abbiamo assistito passivamente e, colpevolmente, (malgrado i segnali negativi lanciati dai nostri rappresentanti) ad una snaturata trasformazione in itinere della maggioranza, che partita dall’alleanza UDC, Partecipa, Lista Risi, Io Sud e Sel oggi si è trasformata in un pateracchio senza confini e omogeneità.

Comprendiamo la verve di riscatto del Sindaco nel ricostituire intorno a sé quel che resta del PD locale ed eventualmente dimostrare che lo stesso, a Nardò, esiste grazie a lui.

Questo non giustifica il suo comportamento solitario né sul piano politico delle alleanze, né su quello amministrativo, né sul piano degli interessi generali della Città!

Sul piano politico l’UDC sottolinea che :

  1. Non si può continuare a ignorare le Segreterie politiche e dialogare invece con compiacenza con i singoli Consiglieri comunali o Assessori, molto sensibili (nessuno si offenda) a richieste personali;

  2. Non si può allargare l’iniziale maggioranza politica in un pastrocchio di sigle o di Consiglieri senza coinvolgere apertamente o sentire il gradimento delle segreterie politiche che hanno sostenuto sin dall’inizio e sottoscritto il Programma amministrativo;

  3. Non si può continuare a presiedere riunioni di maggioranza snaturate dalla presenza di soggetti segretari o consiglieri comunali o estranei che hanno votato contro nelle elezioni o che abbiano cambiato casacca in corso di consigliatura senza rendere ragioni politiche o amministrative di tale solitarie acquisizioni (trasparenza e linearità vorrebbero la comunicazione quanto meno su queste scelte, su questi allargamenti);

  4. Non si può continuare a rendere private di palazzo certe trasformazioni di maggioranza senza specificare pubblicamente le ragioni di certe accoglienze, generando nei cittadini la convinzione che, per restare a galla, si accettano trasformismi d’ogni genere;

  5. Continuare a tenere all’oscuro l’opinione pubblica sui trasformismi significa contribuire a far crescere l’antipolitica e lasciare libera la fantasia di immaginare ipotesi sulle motivazioni che hanno prodotto mutazioni assembleari (convenienza, promesse di rappresentanza, conversioni, ecc. ecc.) non sempre per nobili cause;

  6. Con la Popolazione e con le Segreterie occorre essere sempre chiari, lineari, coerenti e se non vi sono le ragioni o i numeri per proseguire, comportarsi di conseguenza;

  7. Non si può condividere, ignorare o non prendere posizione nella recente e attuale deprecabile e scottante querelle fra i due assessori: avv. Maurizio Leuzzi e avv. Vincenzo Renna;

  8. Il trasformismo e l’opportunismo da tempo insinuatisi nell’ambito politico della maggioranza sta alimentando sfiducia nell’ istituzione, apprezzamenti negativi nei confronti delle forze politiche e nei suoi rappresentanti. Immobilismo e stagnazione, miopia e autoreferenzialità;

  9. Riconoscere che le riunioni, almeno quelle ufficiali decisionali sono: con i segretari e capigruppo di maggioranza, con segretari e capigruppo di tutti i gruppi presenti, con i capigruppo di tutte le forze politiche e della sola maggioranza, assemblee particolari e generali.

Sul piano amministrativo:

L’attuale Amministrazione Comunale, nata sotto l’egida del rinnovamento e del coraggio continua a non rispettare il Programma e a non presentare una idea di Città e di sviluppo del territorio, non ha ancora avviato un dialogo intenso e produttivo con i contermini territoriali, con le altre realtà in una visione globale ampia, condivisa e strutturata sui problemi esistenti nella territorialità di interessi e servizi comuni ( Galatone, Copertino, Leverano, Gallipoli, Porto Cesareo non hanno i nostri stessi problemi sia nell’erogazione dei servizi sia nell’utilizzo del territorio ecc. ecc.?).

La mancata visione unitaria ampia, extra confine comunale, e l’atavica polverizzazione delle forze politiche locali continuano, pur in presenza della profonda crisi che attanaglia l’Italia e l’Europa, a restare autoreferenziali, distanti, muti senza sperimentare soluzioni di contiguità e di continuità, senza individuare risposte soddisfacenti al proprio orizzonte popolare. In questa visione miope e limitata fioriscono le attivazioni di progetti isolati, la lotta e la proroga degli incarichi, le richieste di visibilità personale, lo squallore rappresentato dalle varie scorreria private e pubbliche.

La città e l’UDC si aspettavano segni di inversione di tendenze, di uno scatto amministrativo che potesse riportare Nardò in auge attraverso l’attivazione del dimenticato PUG, della ripresa del Centro storico, dell’attivazione di un trasporto collegato alla nuova mobilità urbana, del turismo costiero e cittadino, dello sviluppo artigianale e industriale, del controllo occupazionale e urbanistico delle condizioni previste dalle varie lottizzazioni, la manutenzione ordinaria dei pali elettrici, il Cavalcavia di Nardò e Galatone, lo spostamento del canale Asso, la gara per la nettezza urbana, un migliore e più produttivo accorpamento delle deleghe assessorili.... invece silenzio, specie su:

  1. Chiusura dell’Ospedale e accettazione passiva di un a Casa della salute (Poliambulatorio integrato) abbandonando l’Associazione “Spes Civium” a se stessa e ai tribunali;

  2. Timida difesa della Pretura e accoglimento dell’istanza per la permanenza del Giudice di Pace;

  3. Accorpamento delle scuole obbligatorie in maniera disastrosa senza tener conto delle istanze territoriali e della posizione degli edifici esistenti in Città ( Scuola media via XX settembre, via Bologna e via Manieri);

  4. Progetti privati, una specie di “calata” di imprenditori attratti da business personali o d’impresa chiedenti la realizzazione di impianti eolici, fotovoltaici, lottizzazioni, piscine, porto turistico ecc.

  5. La condotta sottomarina: è possibile che dopo tanto tempo non si riesca a mettere a fuoco e dare soluzione definitiva al problema e alle esigenza di Porto Cesareo?

I nodi si conoscono come pure l’esistenza di una alternativa, malgrado ciò l’Amministrazione latita, è inerte! E’ forse in attesa che per causa maggiore la Regione Puglia proceda d’autorità??! Pessima figuraccia!

  1. Allargamento Area marina a Porto selvaggio: pratica stagnante senza sussulti, anche se comprendiamo i vari interessi contrastanti in campo e malgrado Nardò goda della benevolenza e degli sguardi compiacenti sia della Regione Puglia che del Ministero dell’Ambiente.

  2. Impianto biodigestore: se ne parla da tempo! Addirittura lo stesso è stato annunziato in maniera impropria nel Chiostro di Sant’Antonio tanto tempo fa dall’associazione Liberal.

Se il processo dell’impianto è veramente virtuoso e senza effetti dannosi per la comunità (e l’UDC non crede, né alla bontà né alla localizzazione) perché non si convoca la Commissione consiliare e il Consiglio comunale per esprimere un giudizio finale (sia esso negativo o positivo)?

Il nuovo anno è alle porte e l’UDC di Nardò non è disponibile a prestarsi ai vari sottogiochi di prebende, di favori, di visibilità, di inerzia, di elusione dei problemi, del piccolo cabotaggio espressione locale e nazionale della disfatta della POLITICA.

L’UDC crede nella POLITICA e nella presenza dei PARTITI, per cui chiede espressamente al Sindaco di predisporre un incontro con la delegazione UDC prima e con le altre forze di maggioranza iniziale poi onde fare il punto della situazione e affrontare il nuovo anno amministrativo all’insegna di una ripresa volta a risolvere i problemi più importanti che attanagliano la Città e i cittadini.

Marcello De Pace (Segretario)