NARDO' - L’azione politico programmatica dell’amministrazione Risi passa da due tappe fondamentali: il risanamento del bilancio comunale e un indispensabile restyling dell’apparato burocratico. E l'Udc è pronta a sostenerlo senza tener conto di "come le opposizioni gettino fumo gli occhi".
Un primo passo sulla via del risanamento finanziario si sta già compiendo: il Sindaco sta facendo emergere i debiti fuori bilancio che da tempo le passate amministrazioni avevano compresso e ha già disposto che le commissioni competenti calendarizzino nei loro lavori uno studio approfondito sul fenomeno. I risultati che le commissioni produrranno saranno basilari per elaborare qualsiasi futura decisione. Questo passaggio è fondamentale non solo per quantificare il fenomeno, ma anche e soprattutto per reimpostare l’azione di governo ed il controllo della spesa che oggi sfugge a qualsiasi azione di indirizzo politico.
L’Udc è pronta a supportare l’azione dell’amministrazione su tutti i provvedimenti che facciano chiarezza, diano una spinta al cambiamento, all’efficienza e alla individuazione, qualora dovessero essere riscontrate, di responsabilità anche personali. Tutto ciò nel convincimento che le ricadute finanziarie di queste ultime non debbano pesare sulla collettività, ma solo e soltanto, su coloro i quali le hanno realmente prodotte.
Appare poi strumentale e priva di contenuto critico la lamentela delle opposizioni sull’azione politica che l’amministrazione va svolgendo, in primis, nell’azione di supporto a difesa delle nostre strutture sanitarie. Atteso che il piano di ridimensionamento di tali strutture, come dovrebbe essere ben noto, partì proprio dall’amministrazione regionale guidata dall’ex ministro Fitto, rimproverare al sindaco la mancanza di impegno per mantenere in piedi ciò che gli altri hanno distrutto, ha il sapore amaro della beffa e dimostra, ove ve ne fosse il bisogno, l’assenza totale di lungimiranza perché non coglie i segni dei cambiamenti sociali in atto.
Meraviglia inoltre come le opposizioni gettino fumo gli occhi facendo riferimento a possibili turn-over nelle assunzioni quando le manovre impostate dal governo centrale (governo Berlusconi) hanno in tal senso reso impossibile agli enti locali, ed almeno fino al 2014, di procedere all’assunzione di personale, salvo che in rarissimi casi. Questi solo alcuni esempi per far emergere che il pretendere che l’amministrazione, in appena sei mesi, possa esaurire lo spettro dell’azione amministrativa propostasi, appare non solo fuorviante, ma anche pretestuoso e volto, esclusivamente, ad imbarbarire il dibattito politico.
In questo momento invece sarebbe auspicabile che tutte le forze politiche si aprissero più serenamente ad un confronto serio e costruttivo, per venire incontro ai veri bisogni della gente ed arginare gli effetti devastanti che la crisi economica sta producendo.
La segreteria politica UDC