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SABR.INA 5 - Nel vecchio West non si spara sul pianista. E qui non si suggerisce a Saviano che Nardò è città di mafia

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NARDO' - Gentile Direttore, Ho avuto modo di vedere al cinema il film “Django” magistralmente diretto da Quentin Tarantino, che racconta una storia di schiavitu’ attraverso una compravendita di uomini di colore il cui terribile destino era quello di lavorare in condizioni inumane al servizio di grossi proprietari di miniere e piantagioni in Alabama e lungo le sponde del Mississipi.

Naturalmente nella trama del film si spettacolarizza la figura del protagonista che da schiavo diventa uomo libero e abile pistolero a cavallo alla ricerca della bellissima moglie anche ella schiavizzata e separata, pervaso da un sentimento di vendetta e del riscatto sociale ecc. ecc.
Ora, forse perche’ oltre all’Espresso spesso mi capita di leggere anche Panorama, io non ho visto alcuna analogia tra il film (molto apprezzato dal mio punto di vista perchè mi ricorda i fumetti di Django che era di carnagione chiara ed abile pistolero)e la penosa vicenda Sabr che ancora una volta e sempre dal noto scrittore e giornalista Roberto Saviano, viene riproposta agli onori della cronaca, questa volta non su rai 3 ma su un settimanale di interesse Nazionale.
Le domande che mi faccio e sono convinto che molta gente a Nardò si stiano facendo sono :
1)la nostra Citta,’ la nostra gente, le nostre famiglie storicamente inclini all’accoglienza alla moderazione al rispetto del diverso hanno veramente bisogno di questa negativa sovraesposizione mediatica?
2)a chi giova aver paragonato la nostra Cittadina a Rosarno, dove la situazione è ben diversa ed assolutamente non paragonabile alla nostra realta’
3) Devo rilevare che già nella puntata televisiva in cui Saviano intervistato da Fazio descriveva Nardò come Citta’ dei caporali con infiltrazioni malavitose, collusa ecc…….ritengo che in quel preciso momento l’Assessore alle Politiche Migratorie doveva prendere il telefono ed in diretta urlare la più totale estraneità della nostra gente e rigettare al mittente il fango che in quel momento schizzava copioso sulla faccia dei nostri concittadini increduli di essere protagonisti loro malgrado, e questo non è stato fatto, anzi , come se la cosa riguardasse gli abitanti del pianeta Marte.
Mi sorge un dubbio, che anche per questa ultima intervista sull’Espresso Roberto Saviano abbia avuto qualche “suggeritore” locale, non credo che il buon giornalista e scrittore dedichi gran parte delle sue giornate alla vicenda degli immigrati ,ed il sospetto è che gli abbiano rappresentato una realta’ diciamo non esattamente rispondente a quella che qualcuno vuole far passare. Spero che questo qualcuno voglia chiarire bene il ruolo che vuole giocare, come cittadino di Nardo’ ancora una volta mi sento offeso a vedere il nome della mia Città associato a vicende che solo la magistratura dopo il processo potrà sentenziare in via definitiva, anche io invito Saviano a venire a Nardo’ ed a confrontarsi con quella parte di città che le cose le vede e le comprende con la massima obiettivita’ non lasciandosi condizionare da chi abituato a lotte ideologiche a prescindere e vive male il sentirsi per forza” maggioranza” e da novelli capipopolo che utilizzano il linguaggio della provocazione e della derisione nei confronti del primo cittadino e di tutti coloro che le cose le vedono da una prospettiva diversa .
Cari saluti, Sergio Vaglio