NARDO' - «Serve un governo serio, che abbia un approccio realistico con i problemi, se vogliamo anche duro. Mi aspetto che gli italiani sposino questa alternativa, quella che Berlusconi non può offrire». Da Nardò, dove ha presentato la sua agenda politica, l’onorevole Bruno Tabacci rilancia l’impegno di Centro democratico in una fase decisiva per il futuro del Paese. Un’azione competente e trasparente contrapposta ai proclami di una «concorrenza» politica che giudica poco credibile quando non deleteria.
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Onorevole Tabacci, gli italiani scelgono la protesta e nelle piazze cresce il fenomeno “Grillo”. E’ la nuova politica con cui bisogna confrontarsi?
«Penso che la politica di questi anni si sia ridotta a ben poca cosa, per cui questi fenomeni di protesta hanno una loro motivazione nei fatti. Ma questo dovrebbe spingere la buona politica a rimettersi in campo con azioni serie per dare una prospettiva all’Italia, con quel distacco dagli interessi particolari che dovrebbe esserne la caratteristica decisiva. Grillo interpreta tutto questo come un grande show, non solo con l’uso di una verbalità molto dura, a tratti violenta, ma anche con proposte improbabili, alcune delle quali che vanno verso un isolamento dell’Italia. Anche quei cento deputati che Grillo porterà in Parlamento dovranno poi fare i conti con le procedure parlamentari, dicendo cosa vogliono, come si pongono rispetto alla durezza dei problemi. E qui non basta più fare uno show».
Come guarda all’area Monti, quali potranno essere i vostri rapporti?
«Penso che la coalizione di centrosinistra sia in grado di vincere le elezioni e governare, dopo di che si potranno definire con Monti dei percorsi di apertura istituzionale».
Ad una generale volontà di rilanciare una politica sana si contrappongono gravi episodi di corruzione, vedi il caso Finmeccanica. E’ ancora l’Italia delle contraddizioni?
«Negli anni successivi a tangentopoli, si è lasciata passare l’esaltazione delle furbizie, delle violazioni delle regole o l’idea addirittura di potersi ritagliare delle leggi su misura. In questo clima si sono determinate anche forme di corruzione, anche esasperate. Il problema non è quello del pagamento delle commissioni negli affari internazionali, il punto è che le commissioni si devono pagare e si devono dichiarare. Non si può fare un falso in bilancio per procurarsi fondi neri da utilizzare per corrompere le persone. Il rischio è quello di diventare un paese che viene inserito in una black list, come è capitato per i paradisi fiscali ».
Cosa si aspetta dal voto degli italiani?
«Mi aspetto che gli italiani non si facciano più raggirare da Berlusconi, sposino la tesi di un’alternativa di governo se vogliamo anche dura, ma realistica. E che pretendano dalla politica che ci sia professionalità, trasparenza ed una grande onestà intellettuale. Uno che decide di servire gli altri non può andar lì per fare i fatti suoi. Esattamente il contrario di quello che ha fatto Berlusconi».