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Il Pd di Nardò devastato da queste elezioni. Una analisi e la risposta dei segretari, provinciale e cittadino, Salvatore Capone e Diego Marchese

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NARDO' - Sul banco degli imputati, a Nardò, ci finisce il Partito Democratico, confinato in una media da bassifondi: con poco più del 16,23% alla Camera si ritrova all'80° posto della classifica dei 97 Comuni della provincia di Lecce. Che cosa succederà nell'immediato futuro?

 

Ad aggravare la posizione vi è da dire che in qualche cittadina dove il Pd non è gagliardo (Novoli, Poggiardo, San Donato, Salice, Otranto) ci pensa Sel a bilanciare le perdite. Per cui il centrosinistra neritino precipita tra le maglie nerissime della provincia.

Argomentare che la giunta in carica, di centrosinistra, sia l'unica causa di questa disfatta appare problematico: anche se è vero che Massimo D'Alema è stato accolto a Nardò dal sindaco Marcello Risi non può essere negata l'evidenza e, cioè, che la ferita risalente alle ultime amministrative (quelle che hanno visto lo storico enfant prodige del Pds/Pd, proprio Risi, candidato da una moltitudine di civiche di estrazione progressista, più Udc, IoSud e Sel ma non dal Partito Democratico) non si è mai rimarginata. Tanto è vero che le contrapposizioni su fatti concreti (vedi gli scambi al vetriolo con Teresa Bellanova sul caso Sabr) si sono manifestate anche in piena campagna elettorale.

Emergono, in tutta la loro drammaticità, due momenti propedeutici al crollo: la mancanza di un candidato locale in posizione utile o gratificante. Tanto per essere chiari il traino di Mino Frasca, sia pur al 19° posto nella lista Pdl, ha motivato molto l'elettorato del centrodestra e caricato lo stesso candidato. Ma anche Grande Sud, che aveva due neritini in lista (Gabriele Pellegrino e Paola Mita), ha attivato anche l'ex onorevole Rino Dell'Anna e ottenuto una delle percentuali migliori in provincia, perlomeno alla Camera.

Le due candidate neritine di retrovia del Pd (Agnese Manca e Romina Alemanno, individuate all'ultimo momento per bilanciare le quote rosa alla Camera) non hanno sortito un miglioramento del risultato. Anzi, proprio alla Camera s'è perso addirittura circa un punto e mezzo.

L'altro aspetto svela definitivamente l'assenza di strategia da parte della segreteria provinciale nel centro più grande della provincia: prima del congresso definito da molti “una farsa”, organizzato in quattro e quattr'otto in semi clandestinità, né il segretario Salvatore Capone né alcun esponente superiore si prendono la briga di scoprire se è vero che personalità come Carlo Falangone, Mino Natalizio, Riccardo Leuzzi, Giuseppe Tarantino (e l'intero gruppo civico di Progetto Nardò) intendano sposare la causa.

La politica, insomma, non ha fatto politica e, per timore di perdere il “controllo” della segreteria, ha buttato il bambino insieme all'acqua sporca, chiudendo gli occhi e sperando che nessuno se ne accorgesse.

RISPOSTA DI CAPONE E MARCHESE

La politica non se ne fa nulla di giudizi sbrigativi

La replica del segretario provinciale del PD Salvatore Capone e del segretario del circolo di Nardò Diego Marchese alle accuse al PD neretino.

“Qui nessuno si nasconde: il risultato delle elezioni non è quello che ci aspettavamo. Quanto però alla “miopia”  e all’assenza di strategia di cui viene accusata la segreteria provinciale rispetto alla città di Nardò, rimandiamo le accuse al mittente. La politica non se ne fa nulla di giudizi sbrigativi”. Il segretario provinciale del PD Salvatore Capone commenta così alcuni articoli apparsi stamane sui quotidiani e webzine locali in cui il Partito Democratico viene accusato di scarsa intraprendenza e lungimiranza politica a causa dei risultati elettorali di Nardò.

“La campagna elettorale è stata fatta come sempre da tutto il partito, riunito e compatto dopo il congresso che ha eletto il nuovo segretario. Un congresso, sono costretto a ripetere ancora una volta, organizzato secondo le regolari procedure”, ha proseguito Capone. “Il PD, elezioni o non elezioni, resta unito a pronto ad affrontare nuove sfide. In modo responsabile, come sempre, presa coscienza dei nostri errori riavvieremo la discussione interna al partito ma soprattutto il dialogo con i cittadini. Saremo sempre a disposizione per confrontarci e aprirci a opinioni sia della società che dei gruppi dirigenti che decidono però di stare con costanza e non a correnti alternate dentro il Partito Democratico”, ha concluso il segretario.

“Il congresso, organizzato alla luce del sole, ha segnato un nuovo capitolo del PD neretino. In questa campagna elettorale abbiamo lavorato insieme e senza sosta come da tanto tempo non avveniva nel nostro partito. E ancora una volta uniti affronteremo le problematiche rispetto alle quali ci hanno messo i risultati elettorali”, ha puntualizzato dalla sua il segretario del PD di Nardò Diego Marchese.

“Non è andata come avremmo voluto – ha proseguito Marchese - ma puntare ancora una volta il dito contro il Pd neretino è puro e sterile accanimento. Così come le accuse dell’ex assessore Tarricone: non siamo né pseudointellettuali né generali. Non siamo stati i primi alle elezioni, ma fortunatamente noi del PD come pochi altri in politica amiamo stare per strada in mezzo alla gente e non rinchiuderci nei palazzi del potere”.