Politica

A margine della riunione della commissione. Il bicchiere è quasi tutto vuoto

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NARDO' - "Ieri abbiamo avuto l’occasione di partecipare, grazie alla sensibilità del Presidente della II commissione dr. Antonazzo, ai lavori della stessa aventi come oggetto Cerin e condotta sottomarina".

 

Al di là dei dibattiti e del contenuto degli stessi e delle posizioni assunte dai vari interventi preme sottolineare quanto segue.

Per la pratica CERIN:

L’assenza ai lavori dei rappresentanti dell’Amministrazione e del Dirigente l’Ufficio Economico finanziario.

La mancanza di proposta operativa da parte dell’Amministrazione comunale sull’argomento e successivo proficuo utile dibattito.

La nullità del dibattito e conseguentemente della convocazione per l’assenza dei responsabili cui fa capo la pratica Cerin a causa della pluralità delle posizioni assunte dai partecipanti senza avere risposta alcuna.

Riunione pletorica senza risultato utile;

Spesa pubblica onerosa, data la molteplice presenza di consiglieri, molti dei quali non addetti alla materia dell’argomento economico finanziario e non specialisti di settore.

Una riunione perditempo con sperpero di denaro pubblico.

Per la Condotta sottomarina:

Mancanza di una proposta politica dell’Amministrazione comunale sull’argomento:

Assenza del rappresentante dell’Amministrazione e presenza del solo dirigente Ing. Formoso;

Equivoca convocazione, meritoriamente aperta alle associazioni culturali e ambientaliste, stante il progetto originario del tracciato della condotta sottomarina e il progetto esecutivo presentato, ridotto al solo allungamento della condotta a mare;

Contraddittorietà fra il progetto presentato dall’AQP finalizzato alla realizzazione della parte finale della condotta a Mare ( m.1.200. o più di m.2.000, profondità a mare di circa m. 30 o m. 50 sotto il termoclino) a servizio della citta di Nardò con una variante che prevede nella parte finale un impianto di spinta da realizzare in un vecchio casotto.

L’ing. Formoso presente ha chiarito che il progetto in discussione sulla condotta, nella sua parte finale, è dimensionato a ricevere e spingere al mare le acque reflue rivenienti da Nardò e Porto Cesareo.

I tecnici dell’AQP, ignorando tutto il dibattito precedente sull’argomento e sulla delibera unanime del Consiglio comunale, volta a traslare il percorso e a utilizzare le acque reflue attraverso moduli di affinamenti da Tab 1 a Tab. 4 da affidare al Consorzio di Arneo, alla Regione puglia ex Riforma Fondiaria e agli agricoltori delle serre, hanno insistito circoscrivendo il loro impegno progettuale esecutivo solo sulla parte finale dell’opera e alla sanificazione del breve tratto di costa.

Molti gli interventi, quasi tutti indirizzati alla connessione del progetto esecutivo a quello generale a suo tempo presentato dalla Regione Puglia e respinto all’unanimità dal Consiglio comunale di Nardò.

Sulla specificità dello smaltimento delle acque reflue a mare (se sono punite perché sfociarle a mare e se sono sporche perché inquinare il mare?), c’è stato un unanime consenso di vietare lo sperpero delle stesse per utilizzarle in agricoltura o altri servizi non potabili (lavaggio auto, strade ecc.).

In questa stridente contraddittorietà si è chiuso il lavoro della Commissione consiliare il cui sunto sarà portato all’attenzione dell’Amministrazione comunale.

Anche per questo posto male e contraddittorio argomento si sottolineano le latitanze precedenti e si consiglia al Sindaco e all’Amministrazione di operare subito la ristrutturazione delle Commissioni, meno pletoriche ma più specifiche, alle quali affidare il compito di analizzare, comparare, prevedere e prevenire atti, fatti, proposte e lavori che non siano dispersivi ma orientati sul solco di un progetto univoco che riguarda la Città in generale e il suo riverberarsi nel futuro.

Nardò, 4 aprile 2013.

                                         IL PRESIDENTE               IL COORDINATORE

                                         Giovanni PERO’               Paolo MARZANO