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*FOTO* Una piattaforma sul mare, il solito disco che suona. Si accende sul social network la polemica per una nuova piattaforma a Santa Caterina

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NARDO' - Un imprenditore neritino, dopo un lungo iter burocratico, ha iniziato a costruire una piattaforma per la prossima stagione estiva. Spesse travi di legno bianco s'intrecciano e diventano un corpo unico, pronto per affrontare la furia del mare e per accogliere i turisti che sceglieranno Nardò per trascorrere le vacanze del 2013. Impossibile non notare la novità "sotto a Luciano", nel cuore di Santa Caterina. E impossibile per i neritini non innescare la tradizionale polemica tra "favorevoli" e "contrari". Qualcuno si spinge pure oltre la linea immaginaria della buona educazione e della critica costruttiva, "giustificato" dal "furore degli ideali". Ci chiediamo cosa succederà quando il comune di Nardò, fra una ventina d'anni (se tutto andrà bene), riuscirà ad approvare il piano delle coste che prevede decine di nuove piattaforme.

piattaforma fdm_03_pdmUno studente di Nardò pronuncia la sua sentenza con un commento inequivocabile e pesante: "Il rispetto per l'ambiente sempre al primo posto! Roviniamo qualsiasi angolo di questo fottutissimo pianeta. I vostri grandissimi defunti, per non dire altro".

La struttura in questione, a differenza di altre, probabilmente non lascerà alcuna traccia. Smontando viti e bulloni, tutto potrebbe tornare come prima. Il vero degrado, ormai irrecuperabile, sono quei puntini bianchi che si vedono guardando la costa dal mare: case, migliaia di case. Ville, villette, palazzine a uno, due e tre piani. Sono passati anni, decenni e permesso dopo permesso si è svenduto il territorio.

Le (seconde, a volte terze abitazioni) sono state costruite e la zona compresa tra Santa Caterina e Santa Maria al Bagno risulta fortemente antropizzata. Partendo da questo stato dei luoghi bisogna saper guardare avanti. E magari puntare qualcosa sul turismo di qualità, con soluzioni rispettose per l'ambiente e in grado di valorizzare il nostro territorio. Il compito (per niente semplice) di individuare il giusto compromesso tra sviluppo turistico e tutela del paesaggio spetta ad istituzioni, tecnici qualificati ed esperti del settore. 

Scartata senza rimorsi l'ipotesi cemento, l'unica strada che rimane da percorrere sono le piattaforme amovibili in zone ben precise e con materiali compatibili. Il turismo passerà anche su questi tavolati posticci, a due passi dal mare. A tal proposito l'Amministrazione comunale è al lavoro (finalmente?) per approvare il piano delle coste. Una rigorosa "guida" che molti giovani aspettano per poter investire il loro futuro nella propria terra. A Nardò, è bene ricordarlo, non mancano solo le piattaforme sulle scogliere. A Nardò mancano soprattutto i servizi, le strutture e la giusta mentalità per trasformare in risorsa il territorio. Senza costruire altre case, senza versare una sola goccia di cemento.

Non vogliamo, ovviamente, castrare la discussione: il consumo del territorio è la vera, grande piaga da combattere così come la trincea da difendere è quella delle aree ancora incontaminate. La strategia passa dal recupero dell'esistente senza continuare ad usare il cemento e gli strumenti giusti sono il Pug ed i piani tematici. Su questi temi vorremmo percepire l'impegno ed il sostegno delle giovani generazioni. 

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