NARDO' - Molto spesso si "perde una buona occasione per stare zitti" dice Salvatore Antonazzo.
La parola è più veloce delle riflessioni più impegnate e segue di poco quelle elementari e, quasi sempre, fallaci. In conseguenza di ciò, si dice qualcosa di sbagliato nel momento meno opportuno, si comunica una sciocchezza di cui subito ci pentiamo. Ma, ormai il danno è fatto.
Torno brevemente sulla questione condotta sottomarina perché mi sta a cuore e perché a mio avviso è la pietra tombale su un modo diverso di intendere e fare politica inteso come servizio per il cittadino e a tutela del territorio di Nardò. Ora, capisco bene che in Italia siamo da sempre abituati alle fazioni, agli schieramenti, e che negli anni recenti la lacerazioni siano diventate un tratto ahimè distintivo del nostro Paese, in politica e non solo. Ma occorre anche un pizzico di buon senso, nonché la capacità di sforzarsi un poco (ma proprio poco), per non cedere immediatamente al riflesso pavloviano e provare a modificare la modalità di reazione.
Continuo a considerare l’insofferenza non un’offesa. E giudico francamente incomprensibile il comunicato di un ex sindaco sui siti web locali anche a firma del coordinatore di una nota associazione che sfugge a ogni logica comunicativa (e politica), come pure affermare che un impegno istituzionale preso con grande senso di responsabilità sia un mezzo flop?
La partecipazione del cittadino alla vita democratica è un principio che discende direttamente dal diritto di sovranità popolare e dal diritto di cittadinanza, riaffermato dalla normativa europea. Sosterrò come presidente della Commissione Ambiente di questo Comune la partecipazione diretta dei cittadini e la massima trasparenza nelle comunicazioni tra pubblica amministrazione e cittadini. Questo il senso di quella convocazione! Nonché di porre, con tempi e modi inappuntabili, un problema politico. Tutto il resto francamente non mi interessa.
Il Presidente della Commissione Ambiente
Salvatore Antonazzo
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COMMISSIONI CONSILIARI E CONDOTTA SOTTOMARINA.
UNA PRECISAZIONE E UN SUGGERIMENTO DEL CENTRO STUDI "don Milani" di Nardò
Sono pervenute lamentele in ordine al nostro recente articolo divulgato agli organi di stampa locali on line e ai Consiglieri comunali relative ad alcuni refusi materiali.
Ci scusiamo profondamente col Presidente Antonazzo per averlo indicato come Presidente di numero 2 Commissioni, tratti in errore dalla successione temporale delle 2 Commissioni.
In verità i Presidenti erano diversi.
La prima era tenuta dal Cons. Presta e la seconda dal Cons. Antonazzo.
E’ nostro dovere precisare quanto erroneamente scritto, circostanza dovuta alla successione temporale delle due commissioni, rappresentate e discusse però sempre degli stessi Consiglieri comunali.
Nulla da precisare circa la pletorica partecipazione ai lavori dei Consiglieri, l’onerosità di tali commissioni, l’assenza e la mancanza di proposta politica degli amministratori sugli argomenti in trattazione.
La nostra riflessione era rivolta principalmente al modo di funzionare delle Commissione, al modo di presentare e discutere gli argomenti senza conoscere la volontà dell’Amministrazione, alla mancanza di specificità e identità politico amministrativa dei partecipanti.
Il Regolamento comunale prevede che le Commissioni sono organi a supporto dell’Amministrazione e devono muoversi su “ imput” della stessa.
Peraltro i motori amministrativi sono Il Sindaco coadiuvato dalla Giunta e il Consiglio Comunale.
Avere istituito tante commissioni, con relativi Presidenti e Vice, alle quali tutti partecipano con diritto di presenza, sono uno spreco di intelligenze e di tempo dal momento che vi sono organismi tecnico pratici nei quali applicarsi meglio (come conoscenze e come snellimento dei lavori) e più correttamente.
Le Commissioni sono necessarie all’Amministrazione per avere pareri politici amministrativi più illuminati, migliorativi, e condivisi, anche negativi dato il contatto quotidiano dei componenti le Commissioni con la gente.
Se così non fosse, verrebbe ad annullarsi la specificità delle stesse, col grave problema della loro inutilità numerica e tecnico-politica.
Bastava allora crearne una sola, aperta alla partecipazione di diritto di tutti i Consiglieri comunali ritenendoli tutti competenti su tutto. Una tuttologia imperante!!!!!
La necessità di organizzare le Commissioni (da 6 a massimo 10) per essere di supporto concreto all’Amministrazione scaturisce invece dalla circostanza che i Consiglieri titolari delle stesse (poiché non sono tuttologhi) hanno occasione di interessarsi agli argomenti, di approfondirli, di aggiornarsi, di formarsi, di specializzarsi e avere di quei particolari settori ampia cognizione e competenza, sufficiente per esprime opinioni, indirizzi, scelte e quant’altro si ritiene utile ai motori amministrativi.
Questo Centro Studi, ritiene di aver espresso con un'opinione non richiesta, ma avvertita nella pratica, un "assist" per la necessità di rivedere quanto prima, perchè evidentemente, insostenibile, l’organizzazione delle Commissioni, le varie competenze da assegnare, migliorando così i rapporti generali fra i Motori amministrativi, le Commissioni e i singoli Consiglieri comunali..
Nardò, 5 aprile 2013
IL PRESIDENTE IL COORDINATORE
Giovanni PERO’ Paolo MARZANO