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Pagamento debiti pubblica amministrazione, sindaco bacchetta Mellone e Capoti

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NARDO’ – E sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione, interviene il sindaco Marcello Risi che smentisce quanto riportato dai consiglieri Pippi Mellone e Oronzo Capoti.

Marcello risi web“Lunedì 29 aprile è scaduto il termine entro il quale gli enti pubblici avrebbero dovuto iscriversi alla piattaforma telematica predisposta dal ministero dell’Economia per procedere allo sblocco dei debiti; mentre il 30 aprile è scaduto il termine entro cui formalizzare la richiesta delle risorse necessarie per il pagamento dei debiti.

Il Comune di Nardò rientra fra i 3mila e 800 comuni italiani (su 8.092) che hanno regolarmente avviato la registrazione e che hanno completato l'iscrizione. Rientra, quindi, fra le amministrazioni in regola che hanno iniziato la procedura di accreditamento alla piattaforma telematica entro il 29 aprile e che, anche se non hanno ancora ricevuto le credenziali di accesso al sistema non incorreranno in alcuna conseguenza.

Il Ministero, con un comunicato, ha ammesso l'esistenza di problemi tecnici affermando che, a causa dell'elevato numero di richieste pervenute, l'invio di user-name e password può richiedere alcuni giorni, in quanto è subordinato al controllo della documentazione e dei dati forniti dai richiedenti ed in tali casi, fa fede il messaggio di posta elettronica, rilasciato in automatico, che attesta la corretta acquisizione della richiesta di accreditamento.

I consiglieri comunali Giuseppe Mellone e Oronzo Capoti, esponenti della minoranza (per fortuna dei cittadini, assai più saggi della coppia), hanno diffuso un comunicato stampa pieno di falsità, di allarmi ingiustificati, di inesattezze, di errori grossolani, speculando con una spregiudicatezza senza limiti sulle difficoltà delle imprese creditrici delle pubbliche amministrazioni e confondendo circolari (n. 18 per n. 19) e termini (una cosa è l’accreditamento, altra è la richiesta di prestiti).

Non sappiamo se scrivono sciocchezze e cattiverie per la solita inguaribile malafede o per una grave paurosa incompetenza, non degna di amministratori di una grande città. Sappiamo, comunque, che hanno torto marcio. E considerata la loro propensione alla calunnia gratuita, gli organi di informazione farebbero bene a verificare con particolare scrupolo le loro affermazioni prima di riportarle, ledendo diritti, dignità e onore di altri. Poiché anche questa volta i consiglieri Mellone e Capoti hanno passato il segno, chiederò ai giudici di valutare la loro condotta. A meno che non accettino di fare un paio di cose: 1) chiedere scusa ai dipendenti del Comune offesi gratuitamente; 2) impegnarsi ad andare a ripetizione di diritto degli enti locali prima di scrivere il prossimo comunicato stampa”.