NARDO’ - Vorrei rassicurare l’ingegnere Antico che il documento inviato al Sindaco ed al Direttore Generale Valdo Mellone non è ambiguo né è stato firmato da fantomatici operatori sanitari senza scrupoli, come egli ha incautamente diffuso a mezzo stampa.
Quel documento è firmato anche da me cittadino di Nardò, operatore sanitario da 25 anni e Consigliere Comunale, e non per interessi personali, ma perché ritengo sia giunto il momento di abbandonare le sterili, improduttive proteste e gli atteggiamenti demagogici che sino ad oggi non hanno sortito effetti positivi per la nostra città.
In quel documento si auspica un impegno comune dell’Assise Comunale, del Sindaco e di tutte le associazioni, anche la Sua, per trasformare un guscio semivuoto ed un ospedale finto, in una struttura funzionante che sia punto di riferimento per la salute ed il benessere di tutti.
Vorrei ricordare che in Italia altri ospedali, con tradizioni più o meno nobili del nostro sono stati soppressi, altri ancora riconvertiti e, laddove c’è stata lungimiranza politica, si è investito sull’assistenza domiciliare, sui servizi territoriali con l’istituzione di poliambulatori di eccellenza, case della salute e domiciliarizzazione delle cure.
Accorto ed intelligente è stato il Sindaco di Conversano che ha sottoscritto un accordo con il Presidente della Regione Puglia, e quello che era un ospedale di antica tradizione è stato riconvertito in poliambulatorio di terzo livello in grado di soddisfare le esigenze di un bacino di utenza di circa 400.000 abitanti; un vero e proprio Presidio Multivalente Territoriale che racchiude tutte le branche specialistiche: dalla cardiologia all’ortopedia, dalla medicina alla pneumologia, dalla medicina fisica e riabilitava alla gastroenterologia, dall’oncologia alla pneumotisiologia ed un servizio di anestesia permanente, oltre a dei services chirurgici e dei services medici ed un Punto di Primo Intervento attrezzato con ogni garanzia di sicurezza.
Il personale medico e paramedico è stato ricollocato nel novero delle esigenze della nuova struttura che ha mantenuto piena autonomia gestionale.
Nel Consiglio Comunale monotematico sul destino dell’Ospedale di Nardò ebbi modo di dire che bisognava prendere atto, seppur a malincuore, che la L.R. del 19/7/2008 n.23 ed il successivo regolamento regionale del 31/12/2010 avevano decretato la chiusura di alcuni stabilimenti ospedalieri e la riconversione di soli n.3 ospedali che avevano una dotazione di posti letto inferiore a 70. Inoltre sostenni che avevamo il dovere e l’obbligo morale di accompagnare con un’azione attenta e vigile affinchè il tutto avvenisse nel modo più conveniente per la città.
Se fossimo stati più lungimiranti ed accorti oggi non avremmo una struttura semivuota impropria, con un punto di primo di intervento sprovvisto di adeguati supporti strumentali e di personale; una radiologia che lavora al di sotto delle proprie potenzialità e con un ritardo del trasferimento di tutte le branche specialistiche ambulatoriali.
Spero che il cambio di rotta auspicato dal Sindaco riconsegni al più presto una struttura degna alla nostra città.
Roberto My