Politica

*TANTISSIME FOTO E IL PDF DEL DOCUMENTO CONSEGNATO ALLA REGIONE* - Si riparte dal 2000. Il giorno della sconfitta della politica e della vittoria del Popolo

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2012-01-18 13.33.59

NARDO'
- Non c'è il vescovo, non c'è il sindaco. E non c'è nemmeno Vendola. L'azione dei neritini in trasferta a Bari oggi sarà comunque efficace e dimostrativa, perlomeno dal punto di vista della comunicazione e della diffusione della notizia della protesta. Raccontiamo, grazie anche alle foto di Gianluca Rizzo, la cronaca di una giornata campale. Anche i più importanti media nazionali sono sul posto: in fondo a questa notizia trovate, ad esempio, il link alla galleria di foto di Repubblica.

ECCO IL DOCUMENTO (CLICCA QUI IN PDF) CONSEGNATO ALLA REGIONE CON TUTTE LE FIRME

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Forse sarebbe stato più opportuno prendere un appuntamento preventivo con Nichi Vendola. Sia il presidente della Regione Puglia, infatti, che l'assessore alla Sanità Tommaso Fiore, sono a Roma per motivi istituzionali. E' più probabile che li incontri Marcello Risi che sta pure a Roma per motivi di lavoro.

Sui sette pullman per Bari, partiti stamattina alle nove dal largo dell'ospedale, ci sono circa 350 neritini compreso don Gino Ruperto, della curia vescovile, il vicesindaco Carlo Falangone, l'assessore ai Servizi sociali Giuseppe Fracella, il vicepresidente vicario del Consiglio comunale Totuccio Calabrese, i consiglieri comunali Rocco Luci, Antonio Cavallo, Sergio Vaglio e Daniele Piccione, Mirella Bianco.
Poi il consigliere provinciale Giovanni Siciliano. A Bari troveranno altri neritini giunti con mezzi propri ed i sindaci di Neviano, Seclì e Porto Cesareo.

In Regione il presidente di Spes Civium depositerà un documento di formale protesta contro la chiusura dell'ospedale di Nardò, seguito da tre pagine di firme "pesanti".

Ore 10.45 - Alcuni studenti universitari di Nardò che frequentano l'Ateneo barese stanno aspettando a Bari per unirsi al gruppo. Ci sono anche gli studenti del tecnico e per geometri "Vanoni" giunti da Nardò.

Ore 12.00 - Una pioggia insistente e fastidiosa accoglie la carovana neritina sul lungomare Nazario Sauro. Una carovana rumorosa e numerosissima. Gli uomini della Società Operaia scendono con berretti arancione, giubbini catarifrangenti e striscione arancione. Sono un colpo d'occhio. Altre associazioni presenti sono Alla conquista della vita, Associazione mutilati e invalidi.

Ore 12.15 - Una "sorpresa" accoglie la carovana neritina e anche un po' i consiglieri di maggioranza. Sul lungomare ci sono alcuni uomini dell'opposizione: Mino Frasca, Mino Natalizio, Paolo Maccagnano. Intanto un ampio cordone di polizia "protegge" gli uffici della Regione. Gli amministratori neritini vengono accolti dai colleghi di Neviano e Seclì.

Ore 13.00 - Il dottore Pomo, dirigente generale dell'assessorato regionale alla sanità, apre alla richiesta di ripartire dai dati antecedenti il 2000, da quando i reparti non erano già dismessi. Piccola ma importante concessione, utile a convocare a breve un tavolo tecnico. Fuori ci sono oltre cinquecento neritini (e non solo...) che urlano contro Vendola e Fitto.

Ore 13.30 - Tra le urla assordanti dei neritini e il lungomare bloccato dalla protesta, la delegazione di Spes Civium ottiene un risultato insperato: venerdì della prossima settimana, con un tavolo tecnico, la Regione Puglia rivedrà i dati del riordino ospedaliero partendo dal 2000, quando l'ospedale era in perfetta efficienza. A dar forza vale l'esperienza del sindaco di Neviano che ricorda come in quell'anno ci furono 970 nascite nel San Giuseppe - Sambiasi, un risultato da far invidia al Fazzi di Lecce. Ma, allora, per quale oscura strategia politica l'ospedale di Nardò è stato chiuso? In ogni caso questa è la vittoria della gente, Spes Civium in testa, e la sconfitta della politica cieca, sorda e anche un po' furbetta. Non per nulla insieme al dottore Pomo non c'era nessun esponente regionale di spicco. Giovani, come si usa dire "c'è del marcio in Danimarca". E non solo lì, ovviamente.

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