NARDÒ - "Torniamo a suggerire ancora una volta al sindaco di essere meno "accomodante" sulla questione, chiedendo piuttosto con forza, soprattutto alla Regione Puglia, di rivedere la programmazione finora portata avanti sullo sversamento dei reflui fognari in mare".
La recente Ordinanza Cautelare con cui il Consiglio di Stato ha: "ritenuto, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, di dover accogliere il proposto appello cautelare (proposto dalla Regione Puglia nei confronti della sentenza del TAR Lecce sez. Seconda n. 00313/2013 -ndr-) limitatamente alla disposta condanna della Regione Puglia, della Provincia di Lecce e dell’Autorità Idrica Pugliese alla realizzazione della condotta sottomarina per cui è causa, fermo restando l’obbligo delle amministrazioni anzidette, per quanto di rispettiva competenza, di risolvere quanto prima il problema dello sversamento sottocosta dei reflui provenienti dall’impianto di depurazione consortile di Gallipoli." fissando l’udienza del 13 dicembre 2013 per la trattazione della causa nel merito, per ora, non consentirà la realizzazione della condotta sottomarina di Gallipoli.
Questo, pero', non deve farci dormire sonni tranquilli anzi dovrebbe essere da stimolo per affrontare con più incisività un problema che potrebbe avere, se non affrontato e risolto nei modi dovuti, conseguenze ambientali per il nostro mare oggi non prevedibili.
Per questo motivo torniamo a suggerire ancora una volta al sindaco di essere meno "accomodante" sulla questione, chiedendo piuttosto con forza, soprattutto alla Regione Puglia, di rivedere la programmazione finora portata avanti sullo sversamento dei reflui fognari in mare, puntando anche per Nardò e Porto Cesareo su quanto proposto per Gallipoli (potenziamento dell'affinamento delle acque reflue e riuso delle stesse al 100% in agricoltura).
Tanto, anche alla luce di quanto messo nero su bianco dai Giudici del TAR di Lecce nella sentenza che riguarda il ricorso presentato dal Comune di Gallipoli per risolvere il problema dello scarico in battigia del loro depuratore consortile: "...si pone in risalto il contraddittorio atteggiamento dei dirigenti regionali preposti i quali, pur dopo aver sottolineato che la strategia regionale prescelta in tema di impiego di reflui urbani e' quella del riuso in agricoltura, avrebbero poi dato la stura alla realizzazione di una condotta sottomarina a servizio di due impianti di depurazione, e cioè Porto Cesareo e Nardò, sebbene sulla base di una istruttoria rivelatasi carente sotto il profilo della disamina dell'andamento delle correnti e dei venti prevalenti".
Sindaco, mutuando "l'attivismo" dei tuoi colleghi di Gallipoli e Porto Cesareo sulla questione, e' arrivato il momento di un deciso "cambio di passo"...
Noi x Nardò
Mino Natalizio - coordinatore
Paolo Maccagnano - consigliere comunale