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Musei, una risorsa immensa. Soprattutto se si pagasse anche solo un euro a testa

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NARDO' - Un bilancio di 4mila ospiti in 6 mesi di attività con l'ovvia stima di 8mila presenze in un anno. Un bilancio che la dice lunga sull'interesse suscitato dalla struttura.

Ho letto con interesse il primo bilancio relativo alle attività e alle presenze registrate nel Museo della Memoria di Santa Maria Al Bagno sui mezzi d'informazione. Un bilancio di 4.000 ospiti in 6 mesi di attività con l'ovvia stima di 8.000 presenze in un anno. Un bilancio che la dice lunga sull'interesse suscitato dalla struttura.
Detto ciò ritengo fondamentale, anche alla luce di questi dati, fare una riflessione sul futuro di questa come delle altre strutture museali presenti sul Territorio di Nardò o che stanno per sorgere. E' ormai improrogabile la redazione di un Regolamento delle strutture museali neretine. Presto, infatti, a Santa Maria al Bagno aprirà i battenti il “Museo acquario”. Il “Museo della Memoria e dell’Accoglienza”, tra alti e bassi, come detto, è attivo da quattro anni, Il “Museo della civiltà contadina”, pur in attesa di un riconoscimento istituzionale che gli permetta di operare con tranquillità, è comunque ospitato nella torre di “Palazzo Personè”. Oltre ai suddetti contenitori culturali, Nardò offre un centro storico ricco di attrattive per  turisti e studiosi e presto si arricchirà di un importante “Museo Diocesano”.

Riteniamo che sia da tempo giunto il momento di una riflessione organica e complessiva sui luoghi di cultura della città. Necessita quanto prima un regolamento che disciplini l’utilizzo, la gestione e gli standard qualitativi dei “luoghi di cultura” che la nostra Nardò ospita. Le dichiarazioni autoincensanti sullo sviluppo turistico del territorio, utili esclusivamente a dare visibilità ad assessori in cerca di ribalta o a dirigenti in attesa di “premi di produttività” non aiutano il territorio a crescere rendendolo più attrattivo e competitivo.

Chiediamo che al più presto venga realizzato un “censimento dei luoghi della cultura” che costituiscono il biglietto da visita della città. Riteniamo che una ulteriore riflessione debba essere compiuta sull’auto-sostenibilità di questi contenitori culturali: quali politiche di promozione si sono attuate e si attueranno? Con quali finanziamenti si sosterranno? Qual è il giusto mix di risorse pubblico/private idoneo a sostenerne l’attività? Si può far pagare un biglietto d’ingresso? Si possono attivare delle attività di vendita all’interno degli spazi culturali? Cosa si può vendere?

Con un biglietto d'ingresso di un euro una struttura come quella del Museo della Memoria di Santa Maria al Bagno potrebbe vivere senza patemi e soprattutto senza soldi "pubblici". Per un anno di gestione, infatti, è stata riconosciuta la somma di 5.600 euro a cui sono stati aggiunti in corsa altri 3.300 euro. Con 8.000 ingressi con ticket a pagamento la struttura in questione (ma il discorso vale anche per le altre di cui non si conoscono i dati) potrebbero sostenersi da sè (con un aiuto pubblico limitato al pagamento delle utenze). 

Non basta “tagliare nastri” per far crescere il territorio. Servono idee chiare sui contenuti,  prima di sviluppare qualsiasi iniziativa di recupero (vedi il “Museo acquario”) bisogna avere bene in mente un obiettivo, un business plan e un progetto di sostenibilità nel tempo. E' per questo che proporremo all'attenzione delle Commissioni competenti un Regolamento delle strutture Museali neretine concentrando l'attenzione sul biglietto d'ingresso come principale strumento di sussistenza delle stesse strutture.

Pippi Mellone
Consigliere comunale
Comunità Militante
Andare Oltre