NARDO' - Il consigliere provinciale del Pdl Mino Frasca torna sulla questione dell’assunzione alla farmacia comunale.
Il consigliere provinciale del Pdl Mino Frasca ha chiesto al presidente della Commissione di Controllo e Garanzia del Comune di Nardò Alessandro Presta, la convocazione urgente di una riunione della Commissione, a cui partecipi anche il sindaco Risi e che affronti la questione dell’assunzione alla farmacia comunale di Nardò.
Ripetutamente, nei mesi scorsi, il Pdl neretino ha chiesto all’amministrazione comunale e alla Nardofarma, società a partecipazione mista che gestisce la farmacia comunale, di fare chiarezza sulle procedure seguite per l’assunzione di una unità lavorativa ai fini del servizio di domiciliazione dei farmaci presso le fasce più deboli della cittadinanza neretina. Una vicenda chiarita dal punto di vista normativo dal parere del segretario generale Giuseppe Leopizzi, che ha stabilito l’illegittimità della procedura seguita.
“Nonostante il parere del segretario generale e l’evidente inopportunità di un’assunzione discrezionale - fa notare Frasca - né il presidente Giuseppe Spano, né altri a Palazzo Personé, hanno ritenuto di dover spiegare qualcosa ai cittadini di Nardò o, meglio, di risolvere questa situazione contra legem. Al consigliere Presta, presidente della Commissione di Controllo e Garanzia, ho chiesto la convocazione urgente di una riunione della Commissione allargata al sindaco Risi, che su questa vicenda non ci ha ancora fatto sapere cosa pensa. A distanza di mesi da quando abbiamo sollevato il problema, non mi risulta che siano stati presi provvedimenti di alcun tipo. Nonostante una persona stia lavorando in una società partecipata dal Comune di Nardò in barba al fatto che sarebbe servita una procedura di evidenza pubblica per assumerla, nonostante a una società a partecipazione pubblica non sia permesso di conferire incarichi e reclutare personale sino ad un provvedimento che stabilisca criteri e modalità in tal senso (cioè con una regolamentazione di cui lo statuto della società ne è privo), infine nonostante l’assunzione continui a pesare sulle spese di personale e quindi sulle finanze pubbliche dell’ente. C’è un problema di merito, che andrebbe risolto sanando l’illegittimità - conclude Frasca - e un problema di forma, per il fatto che l’amministrazione comunale e la Nardofarma se ne infischino della nostra richiesta di chiarezza e di rispetto delle regole e soprattutto della ragionevolissima aspettativa dei neretini a sapere se si è fatto, ancora una volta, un utilizzo clientelare della cosa pubblica, naturalmente a loro danno e spese”.