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Ospedale per i migranti, Mellone: "No, prima i neretini" *L'INSEGNA DELLA MEZZALUNA SULLA CITTA'*

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NARDO' - Eravamo presenti quando il neo assessore alla Sanità della Regione Puglia, Elena Gentile, ha annunciato, nel corso della visita presso il Chiostro dei Carmelitani, a Nardò, del discusso ministro per l'integrazione, Cecile Kyenge, l'idea di un ospedale per extracomunitari.

Un gruppo di neretini, accorsi a vedere da vicino la ministra, non ha potuto credere alle proprie orecchie ascoltando l'assessore regionale annunciare che, il San Giuseppe Sambiasi, appena chiuso nonostante fosse a servizio di una popolazione di quasi 100.000 abitanti, ospiterà, nelle intenzioni della Regione Puglia guidata da Nichi Vendola, un ospedale a servizio di 400 migranti, i cosiddetti "lavoratori stagionali".


E così, dopo il consiglio comunale monotematico sull'Ospedale, richiesto da Andare Oltre, a cui Vendola e Attolini non parteciparono, la neo assessore regionale alla Sanità viene a Nardò ad annunciare l'apertura di un ospedale per migranti nel contesto di una platea come quella di Cgil e Sel che reputa "amica". Ebbene, nonostante tutto anche lì si becca fischi e improperi. Già pronta immaginiamo la nuova insegna con la mezzaluna rossa per rispetto dei "lavoratori" di religione musulmana. Ebbene, noi, al netto delle polemiche, riconosciamo che i lavoratori migranti abbiano diritto a livelli essenziali di assistenza ma altrettanto stringenti appaiono i bisogni di 100.000 cittadini contribuenti salentini abbandonati a sè stessi e lasciati nelle grinfie di alcuni costosi medici specialisti. Alla faccia della "sanità pubblica", da sempre battaglia della sinistra di lotta!


Abbiamo avanzato nei mesi scorsi la richiesta di collegamenti più frequenti coi centri di Galatina e Copertino, in modo da assicurare, anche a chi è sprovvisto di mezzi di locomozione propri, l'accesso ai centri ospedalieri più rilevanti del Territorio. Ma anche in quel caso nessuna risposta ufficiale. Abbiamo proposto piani alternativi di riordino col supporto di alcuni medici, come il dott. Antonio Dell'Anna. E anche in quel caso, silenzio assoluto. L'assessore Gentile pare, invece, non conoscere la situazione neretina e il nervo scoperto dei cittadini di Nardò verso la Giunta Vendola e la politica sanitaria degli ultimi 15 anni in generale e ha l'ardore di venire a Nardò a lanciare proposte assurde e fuori luogo. Col terzo assessore alla Sanità della Giunta Vendola si continua a non comprendere quale sia l'idea di Sanità di Vendola e compagni. Oltre alle chiusure dei centri ospedalieri non si vede un progetto di fondo.


Per questo motivo ci opponiamo a qualsiasi ipotesi di riconversione del San Giuseppe Sambiasi in ospedale per solo migranti. Non comprendiamo, infatti, (ma sarà sicuramente un nostro limite), quali differenze ci siano tra un ospedale per soli migranti ed uno per residenti e migranti. Nell'idea della Gentile se un neretino residente ha bisogno dell'ospedale non si potrà rivolgere allo stesso? Ogni progetto che non preveda parallelamente la riapertura dell'ospedale ai neretini è, infatti, a nostro avviso, da bocciare senza appello.

Pippi Mellone
Consigliere comunale
Comunità Militante
Andare Oltre